Intervista a Stefano Coppari, in occasione del nuovo disco con Franco Cerri

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Fabriano (An) – Abbiamo incontrato il musicista e compositore marchigiano Stefano Coppari, che con i “conterranei” Lorenzo Scipioni e Mauro Cimarra ha appena registrato il nuovo disco del chitarrista Franco Cerri, “One, Two, Three… Quartet” (Rara Records, 2015).

Stefano, intanto complimenti per questa nuova e importante collaborazione! Com’è nato e si è sviluppato il lavoro? 

Grazie! Sono diversi anni che conosco Franco Cerri, nel 2008 mi sono laureato in direzione ed arrangiamento per orchestra jazz al conservatorio G.Rossini di Pesaro e la tesi intitolata ironicamente, “Lei non sa chi suono io“, era dedicata proprio al maestro Franco Cerri, in questa occasione siamo entrati in contatto. Ho avuto poi il privilegio di farci diversi concerti insieme in questi anni, e spesso ci vediamo o sentiamo, anche solo per fare due chiacchiere. Franco Cerri è una persona squisita, è stato sin da subito molto disponibile con me e di questo gli sarò sempre infinitamente grato. Quest’anno, in occasione del concerto per Marche Jazz and Wine a Montecarotto, sfogliando alcuni suoi spartiti e arrangiamenti che non aveva ancora registrato, mi è venuto in mente di proporgli un’incisione. Ero titubante all’inizio perché non sapevo se avrebbe accettato o meno il mio invito, quando ha dato risposta affermativa poi… è stata una gran festa. Ne ho parlato subito al produttore e direttore della Rara Records (www.rara.it) Francesco Sardella che è stato entusiasta di produrre questo lavoro. Così, ci siamo incontrati il 24 e 25 agosto presso gli studi di registrazione Pink House di Monsano (An) e abbiamo registrato tutte le dieci tracce presenti nel disco.

Come definiresti il vostro disco? 

E’ un disco di musica jazz tradizionale: in scaletta ci sono i classici come When The Saints Go Marching In, Beautiful Love o My Funny Valentine, rivisitati e riarrangiati come Franco Cerri sa fare. Quindi dal punto di vista stilistico è un disco tradizionale ma anche moderno allo stesso tempo. Infatti Franco Cerri è stato un precursore di un certo modo di stravolgere gli accordi originali, cambiare le armonie, i ritmi degli standard. Oggi si usa molto apportare queste modifiche agli standard jazz, ma lui le faceva già in tempi non sospetti… Oltre a questo nelle improvvisazioni solistiche Franco è un vero e proprio poeta e alla soglia dei novant’anni di età dimostra ancora di esserlo alla grande. Consiglio a tutti, chitarristi jazz o meno, l’ascolto di questo disco.

Venerdì 11 settembre 2015 a Fabriano ci sarà una cena e concerto con Franco Cerri: sarà l’occasione per ufficializzare la vostra collaborazione e presentare il disco nella terra che vi ha fatto incontrare… Cosa ci anticipi? Ci sono altri concerti in vista?

Sarà una serata indimenticabile, il Marchese del Grillo di Mario D’Alessio è apprezzato e conosciuto per la grande qualità della sua ospitalità. Se aggiungi anche la possibilità di conoscere Franco Cerri… il tutto diventa magico. Pochi giorni dopo il concerto Franco Cerri tornerà a Milano, speriamo che durante l’inverno avremo modo di presentare questo lavoro anche in altri club e rassegne. Siamo molto ottimisti.

Inoltre il 29 Gennaio 2016 Franco Cerri compirà 90 anni di età e suggellerà 70 anni di carriera! Spero che avremo modo di festeggiare insieme, magari con un concerto.

Cerri è forse il più noto chitarrista jazz italiano, ha attraversato il Novecento suonando con i più grandi, trasformandosi in attore, ballerino, uomo della pubblicità (il famoso “Uomo in ammollo”). Cosa vi ha raccontato questo versatile artista della sua vita?

Franco Cerri ha vissuto una vita incredibile, piena di soddisfazioni e di successi; quando racconta la sua storia si rimane semplicemente a bocca aperta: ha lavorato con personaggi come Duke Ellington, Django Rehinardt, Jim Hall, Mina. Sarebbe impossibile qui raccontare le vicende della sua vita, ma chi verrà al Marchese del Grillo a Fabriano l’11 settembre avrà modo di conoscerlo di persona.

Qual è l’insegnamento musicale che hai tratto da Franco Cerri – magari che ti ha suggerito “silenziosamente” – tu che sei chitarrista come lui?

Ogni volta che ho la possibilità di stare insieme a Franco Cerri, imparo qualcosa. Una delle “lezioni” che sicuramente mi ha colpito di piu è la sua umiltà e l’attenzione che ha per il pubblico. Altra sua grande qualità è la spiccata capacità di ascoltare gli altri quando si suona insieme.

Chitarristicamente parlando, Franco Cerri è autodidatta, un approccio completamente diverso da quello che oggi si insegna nelle scuole di musica: lui non ha studiato sui libri, non ha seguito dei metodi particolari, si è fatto un suo stile suonando a fianco ai grandi del jazz. Le cose che ho imparato da lui le ho assunte semplicemente guardandolo, ascoltandolo, trascrivendo le sue idee e suonandoci insieme, ovviamente.

Come intendi la chitarra jazz? Quali sono stati i tuoi miti, mentori o ispiratori?

Sicuramente Franco Cerri è un mentore, come lo sono anche Jim Hall, Wes Montgomery, John Scofield, Bill Evans, Kurt Rosenwinkel o John Coltrane. Il mio insegnante per diversi anni è stato il chitarrista Fabio Zeppetella, che tutt’ora è un punto di riferimento importantissimo. La chitarra jazz ed il jazz in generale è in continua evoluzione e si sta sempre di più mescolando con altri linguaggi, tecnologie e generi musicali… tra gli ispiratori per l’appunto, metterei anche i Led Zeppelin, Jimi Hendrix, i Radiohead, Bach o i Pink Floyd per esempio..

Tutto quello che emoziona andrebbe ascoltato. Penso che ogni musicista debba conoscere più musica possibile, senza alcuna barriera stilistica, considerando poi che con internet è diventato semplicissimo approfondire.

Io mi considero sia compositore che chitarrista jazz, amo scrivere musica originale, curare bene gli arrangiamenti, i suoni del gruppo, piuttosto che dedicarmi esclusivamente alla parte solistica.

Definisci con una parola i tuoi colleghi: Franco, Lorenzo e Mauro.

“Amici”!

cerri e coppari

Sara Bonfili

thepinkfusion redazione

Pinkfusion22 è un sito culturale indipendente basato sulla narrazione del bello. Testimoniamo e narriamo con la professionalità dei giornalisti, vagliando le fonti, approfondendo le notizie. Dietro e a volte davanti alla telecamera c'è Sara, giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Letteratura. Talvolta contribuiscono i redattori Giulio e Marco e disegna la fumettista JFM.

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