Museion, Bolzano, Cerith Wyn Evans in… fluttuazione

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Dedicata a un’eclissi solare che interessa la Penisola e arriva in Africa. Questa è l’istallazione luminosa di lettere al neon, mai così grande per Cerith Wyn Evans, posta nel terzo piano del Museion di Bolzano.

Il gallese Cerith Wyn Evans, appassionato di fisica, ci parla di scienza, intuizione, immaginario, invitandoci ad abbandonare l’interpretazione razionale.

Il punto di vista è quello di un soggetto che si confronta con questo fenomeno di respiro ampio e globale. Il testo/schermo rinvia alla volontà di proiettare lo spettatore in dimensioni che non possono essere colte con il puro raziocinio, ma intuitivamente. Gli fanno eco i neon “A Community Predicated on the Basic Fact Nothing Really Matters“, 2013 e “E=L=A=P=S=U=R=E (In Vitro)”, 2013, che prendono le mosse dagli interessi dell’artista per la fisica e in particolare gli esperimenti del CERN di Ginevra sul bosone di Higgs. Il bosone chiamato anche “dannata particella”, rappresenta la materializzazione di una congettura. La sua necessità è stata infatti ipotizzata molto prima della sua effettiva scoperta: la scienza è obbligata a postulare cose non percettibili. In questo senso, le sculture in mostra – ellissi, cerchi e linee che sembrano esplodere sospese nello spazio- riprendono nella forma la proiezione del bosone di Higgs e alludono a spazi mentali solo intuibili.

E inoltre, flauti di Pan accompagnano la mostra con suoni prodotti randomicamente. Il suono, come la luce, è un’onda, è invisibile e rinvia a una continua fluttuazione.

La mostra è visitabile fino al 10 gennaio 2016.

Cerith Wyn Evans (Wales, 1958, vive e lavora a Londra). L’artista, che ha esposto in mostre e rassegne internazionali sin dagli anni Ottanta, nel 2002 ha partecipato a Documenta11, mentre nel 2003 ha rappresentato il Wales alla Biennale di Venezia. Tra le ultime personali Serpentine Sackler Gallery, London, TBA-21 Augarten, Vienna (2013), Kunsthall Bergen (2011), Casa Luis Barragán, Mexico City (2010). È presente in collezione Museion con l’opera “Goodnight Eileen” from ‘Here to Go’ by Terry Wilson / Brion Gysin (1982), acquisita in occasione della mostra “Light Lab”, 2005.

Museion, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, piazza Piero Siena 1, (ex via Dante 6), Bolzano.

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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