Operazione senza trincee, in mostra opere che gridano “pace”

Refugees
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Nella Nuova Galleria delle Arti di Fabriano il progetto “Operazione senza trincee”, a cura di Anna Massinissa, affronta il tema della pace, proponendo diverse esposizioni.

Pensieri per la Dignità

Pensieri per la Dignità

Entrando nella galleria ci accolgono i cartelli di solidarietà per l’associazione e le mamme che hanno manifestato contro la recente chiusura del punto nascite dell’ospedale di Fabriano.  Poi una riproduzione dell’opera ”Refugees” (rifugiati) a cura di Margherita Totori, acquarello di grande formato realizzato dall’artista turco Atanur Dogan. L’opera originale è ora in esposizione in India per un contest artistico internazionale.IMG_2997

Accanto alla mostra di Fabricamenti e InArte-Ufficio Diocesano Cultura, che presentano rispettivamente un invito a condividere con pensieri personali e anonimi inseriti in una teca, la riflessione sul tema della dignità, in riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana, e una mostra di mail art collettiva con tema “Padre nostro”, il curatore Giuseppe Salerno presenta “Pace non è una parola“.

Refugees

Refugees

Pace non è una parola” è una riproposizione con alcune variazioni, dell’esposizione, dello stesso curatore, intitolata “Uomini soli”. Le opere di questa riguardavano la solitudine dell’uomo che si ritrova senza aiuto e protezioni: non solo un immigrato, ma anche un emarginato, un uomo qualsiasi in difficoltà può sentirsi completamente solo se non integrato. In questo contesto le opere prendono un’altra luce se interpretate come espressione della pace – in presenza o in assenza – e  in riferimento alle cause che provocano conflitti e malessere.

attratti dalla TV

attratti dalla TV

Appaiono molto efficaci le rappresentazioni: di Lughia, che con CAMBIO DI ROTTA (2005) si concentra sulla chimera della televisione e del potere unidirezionale in genere, in grado di attrarre vecchi e nuovi immigrati come il canto delle sirene; di Massimo Melchiorri che con un autoritratto (“IO SONO IN TE” 2015) dai toni psichedelici invita a specchiarsi nei suoi occhi (realizzati con perle di metallo); di Anna Massinissa (“ADVENUS POPULI” 2014) che rappresenta lo sguardo degli uomini in esodo e gli elementi della terra; la scultura di Luigi Ferretti (“ACCOGLIENZA 2.0” 2014) e realizzata in collaborazione con i giovani extracomunitari del Progetto SPRAR, che hanno scolpito insieme a lui tante travi che dichiarassero la propria provenienza, con colori e lingue differenti.

la scultura collettiva

la scultura collettiva

Infine Remo Giombini (MARENOSTRUM) fotografa calchi di volti, immersi in acqua e petrolio, ad evidenziare il potere soffocante, mortifero, annichilente del petrolio: un’altra chimera della comunicazione del potere, del denaro e della mercificazione della società che rende tutti questi volti uguali e schiavi. Ma soprattutto una rappresentazione espressionistica ma drammaticamente reale di cosa accade a chi affonda nel Mediterraneo quando una delle traversate “della speranza” non va a buon fine. Terribilmente dura questa installazione fotografica di 3 metri per 2.

 

 

l'era dei selfie... specchiandosi nell'opera di Massimo Melchiorri

l’era dei selfie… specchiandosi nell’opera di Massimo Melchiorri

Ecco i nomi di tutti gli artisti:

Lughia, Rossella Baldecchi, Sara Bartocci, Sara Bilei, Valentina Bracchetti, Franco Brescini, Mattia Brusati, Alexia Carli, Elisa Carnevali, Anna Carusi, Antonio Cerquarelli, Oscar Coffani, Annalisa Cola, Rita Corradi, Michele De Luca, Letizia Del Terra, Atanur Dogan, Caterina Dorello, cinzia farina, Luigi Ferretti, Claudio Mario Feruglio, Ruben Gagliardini, Luana Galassi, Simone Gatti, Gaia Germoni, Stella Giannini, Remo Giombini, Gessica Hima, Alexander Limarev, Marzia Maria Braglia, Anna Massinissa, Roberta Mattioli, Moreno Melacotte, Massimo Melchiorri, Melita Olmeda, Lucia Ottavi, Stefania Palazzetti, Elisa Pallotta, Giuseppe Papaleo, Rosella Passeri, Pietro Carlo Pellegrini, Francesco Pichler Ot, Camilla Poduti, Rosella Quintini, Veronica Rachiglio, Mirella Raggi, Martina Rughi, Pio Serafini, Eleonora Setaro, Fabrizio Stacchio, Marisa Supato, Vinia Tanchis, Iolanda Tiberi, Liliana Tiberio, Alessandro Toni, Franco Zingaretti.FullSizeRender(3)

Giuseppe Salerno davanti all'opera di Lughia

Giuseppe Salerno davanti all’opera di Lughia

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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