Le versioni di Umberto Eco

Spread the love

Lo scrittore e critico Walter Benjamin sognava di scrivere un libro di sole citazioni, dove a frenare l’infedeltà della traduzione e dell’interpretazione fossero le parole originarie degli autori.
Umberto Eco è morto l’altro ieri, il 19 febbraio, ecco alcune versioni della sua vita

“Non lo nego, ma mio padre mi ha abituato a non prendere le notizie per oro colato. I giornali mentono, gli storici mentono, la televisione oggi mente, [e anche] la scienza mente”. (Il Cimitero di Praga, Umberto Eco)

“È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro”. (Storia della bellezza, Umberto Eco)

“Emendarsi di continuo è pratica raccomandabile, a cui spesso mi attengo – ai limiti della schizofrenia. Ma ci sono casi in cui non si deve far mostra di avere cambiato idea solo per dimostrare che si è à la page. Anche nel campo delle idee, non sempre la monogamia è necessariamente segno di un’assenza di libido”. (Sul Simbolo, in “Sulla Letteratura”, Umberto Eco)

“La decadenza dei costumi non sta in ciò che fanno Lady D e l’amante, ma nel fatto che i lettori paghino per farselo raccontare”. (La bustina di Minerva, Umberto Eco)

“La filosofia è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza”. (Che cosa fanno oggi i filosofi?, Umberto Eco)

“Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita, chi legge avrà vissuto 5000 anni. La lettura è un’immortalità all’indietro”. (Umberto Eco)

“Posso leggere la Bibbia, Omero o Dylan Dog per giorni e giorni senza annoiarmi”. (Da Umberto Eco e Tiziano Sclavi, Un dialogo, a cura di Alberto Ostini)

“Perché tre cose concorrono a creare la bellezza: anzitutto l’integrità o perfezione, e per questo reputiamo brutte le cose incomplete; poi la debita proporzione ovvero la consonanza; e infine la clarità e la luce, e infatti chiamiamo belle le cose di colore nitido. E siccome la visione del bello comporta la pace, e per il nostro appetito è la stessa cosa acquetarsi nella pace, nel bene o nel bello, mi sentii pervaso di grande consolazione e pensai quanto dovesse essere piacevole lavorare in quel luogo [lo scriptorium]”. (Da Il Nome della Rosa [Primo giorno, Dopo Nona], Umberto Eco)

“Come non cadere in ginocchio davanti l’altare della certezza”. (Il pendolo di Foucault, [cap. 1], Umberto Eco)

[…] la creazione, anche se produce l’errore, si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi. (Il pendolo di Foucault [cap.8], Umberto Eco)

“I giorni di Eco sono talmente tanti che non corrispondono a un calendario e non sono la somma del tempo vissuto”. (Furio Colombo su Umberto Eco)

“Avevano capito che sulla terra, come sugli altri pianeti, ciascuno ha i propri gusti, ma è solo questione di capirsi a vicenda”. (I tre racconti, Umberto Eco)

“Umberto era un uomo molto colto, preparatissimo su più fronti, ma soprattutto uno degli uomini più ironici e divertenti che abbia mai conosciuto. So tante barzellette perché l’ho sempre frequentato. Se si fosse comportato un po’ meno da monumento, sarebbe stato meglio, ma sappiamo che nessuno è perfetto, io per primo”. (Gianni Vattimo su Umberto Eco)

“Mi divertivo tantissimo a far notare a Pareyson che Eco non gli avrebbe mai mandato un bigliettino con su scritto “Tanti Auguri” o “ Buone Feste”, perché lui era così. O trovava una formula divertente oppure non mandava nulla”. (Gianni Vattimo su Umberto Eco)

“Si sono incontrate per non capirsi Elisabetta Sgarbi e Marina Berlusconi”. (Umberto Eco dopo la decisione di sostenere Elisabetta Sgarbi nella creazione della casa editrice “La Nave di Teseo”)

“Narrare lo divertiva, era il modo per superare i limiti dell’intellettuale e dello scienziato. Quando si è accorto di aver raggiunto nella ricerca di studioso il confine oltre il quale non sarebbe potuto andare, ha scelto di esprimersi in un’altra maniera”. (Alberto Asor Rosa su Umberto Eco)

“Eco è uno dei personaggi più straordinari del nostro recente passato intellettuale, un grande studioso, un grande romanziere, e al tempo stesso un uomo pieno di umanità, che capiva il mondo, capiva gli uomini, e li rappresentava con grande acutezza, ma anche con un grande senso di comprensione. Inoltre è uno dei pochissimi di noi che ha avuto una audience internazionale e che quindi ha, per così dire, portato il nome dell’Italia nel mondo, con grande dignità e con altezza intellettuale sconfinata”. (Alberto Asor Rosa su Umberto Eco)

“La Nave di Teseo saluta il suo capitano. Grazie Umberto”. (La casa editrice “La Nave di Teseo” dopo l’annuncio della morte di Umberto Eco)

Giulio Cioffi

Se le parole contano davvero, spero lo facciano col sistema decimale. È l'unico con il quale mi intendo bene.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento