“Nel nome della madre”, recensione del libro di Alessandro Greco

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“I figli tramanderanno nel tempo il cognome del Padre solo perché al mondo verranno nel nome della Madre. Sì, nel nome della Madre.” (dal romanzo)

Il romanzo di Alessandro Greco, Nel nome della Madre (Miraggi edizioni, 2016) racconta una tragedia, una scampata tragedia e la forza di andar avanti dopo aver osservato e compreso oggettivamente tutti i segni della propria disperazione. La follia della vita superficiale degli altri, lo sguardo per niente compassionevole del prossimo, il vicino rompiscatole chiamato “tumore”, l’inutilità sostanziale dei padri nel momento doloroso e splendido della nascita – “se l’è cavata bene” o “congratulazioni” sono le parole che comunemente vengono rivolte loro dalle ostetriche –  la riconoscenza verso ogni madre, la propria moglie e la donna in generale, per la capacità di contenere e dar vita… alla vita.

La prosa introspettiva, interlacciata, scomposta, immaginifica di Alessandro Greco rende questo libro un concentrato di sentimenti e pensieri: poco spazio ai dialoghi, perchè è tutto nella dimensione terribile della malattia e del dolore vissuta sulla propria pelle. Un protagonista che racconta la propria storia anche nei panni della moglie Federica, della figlia Sara, dell’anestesista, del figlio appena nato, Edoardo, inventando le loro possibili voci.

cover_grecoLa lettura di questo romanzo richiede empatia: è un tuffo nell’intimità restituita alla scrittura, una storia dolorosa eppure reale e a volte comune. Una densità di sentimenti (dal dolore allo spirito di sopravvivenza) che a volte non si cerca, ma quando si trova, si fa bene a imparare a comprendere, con empatia e senso umano di solidarietà.

Alessandro Greco è un autore pescarese che ha unito l’interesse per lo scrivere con i temi d’attualità (dalle vittime di Equitalia alla guerra); ha curato l’antologia Il momento del distacco per Guanda (2012),  “Il futuro che non c’era. Storie di donne e di vite negate”, per le Edizioni Psiconline (2013) e Siria Scatti e parole con Alberto Gherardi (2014).

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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