Il Modì più caro del mondo è cinese

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Liu Yiquian

Oggi 20 marzo 2016 si è aperta in Cina la mostra di Olafur Eliasson, nel Long Museum di Shanghai, di proprietà di uno dei mecenati più potenti al mondo, Liu Yiquian.IMG_3715
Cinese, ex tassista, ex sarto, e soprattutto ex povero, Liu Yiquian ha vissuto nella difficoltà di inventarsi lavori per anni, e a colpi di fortuna e genio, è diventato ricco, sfruttando la crescita accelerata della Cina degli ultimi trent’anni e cogliendo tutte le occasioni possibili. Non è dato sapere perfettamente come ci sia riuscito, comunque il 9 novembre 2015 è diventato l’acquirente del quadro più caro di sempre: il “Nu Couché” (o “Nudo rosso”, 1917) di Amedeo Modigliani (1184-1920). Lo ha acquistato all’asta di Christies’s di New York per 170 milioni e 405 mila dollari, pagati – cosa credete?  – con carta di credito.
Questo prezzo strabiliante ha battuto il precedente record per 9 milioni circa, quello del dipinto di Pablo Picasso, “Le donne di Algeri”.

Liu Yiquian si è tolto la soddisfazione di bere il tè nella tazza che fu di un imperatore dell’epoca Ming (XV secolo), prima di metterla nel suo museo, dopo averla comprata per 36 milioni di dollari con sua moglie Wang Wei, esperta di arte orientale. Il suo Long Museum è enorme, costruito sui resti del vecchio porto di Shanghai. Contiene preziosità e opere di ogni genere, tra arte tradizionale e d’epoca rivoluzionaria, compresi dipinti e opere propagandistiche che ritraggono il comunista Mao Tse-Tung trionfante. Non l’ha certo fatto costruire per generosità: più che altro per poter collezionare a lungo, un centinaio d’anni almeno, più a lungo di quanto possa fare con le sue forze e la sua buona salute.

mao

Qualche giorno fa sulla “Lettura” del “Corriere della sera” è stata pubblicata una sua intervista a cura di Guido Santevecchi: Liu Yiquian non risulta certo simpatico, né è troppo fine, anche se indossa scarpe italiane, ma è pratico, informato, appassionato d’arte che tratta come oggetto del desiderio. “Il desiderio è infinito, dice”. E dice che la Cina ha creato ricchezza, ma che ora c’è bisogno di spiritualità. E’ probabile.

Ad ogni modo, questa Cina in decollo, che ora ha rallentato la sua crescita, e che comunque influenza il resto del pianeta, è anche una nazione d’arte, e si porta via il dipinto del Novecento più caro del mondo, un pezzo di quel Modigliani lì, quello nato a Livorno e scappato a Parigi. La disuguaglianza è enorme tra questo magnate e la gente normale; la situazione politica cinese non la conosciamo troppo e mai abbastanza, ma queste storie esemplari ci fanno trasalire, insegnandogli che il sogno americano non va più di moda, ché ora c’è quello cinese.

“Qualsiasi cosa ha un suo prezzo. A qualsiasi prezzo è solo un modo di dire, c’è sempre un prezzo”

sentenzia Liu Yiquian nell’intervista italiana.
A chi diceva che con la “cultura non si mangia” io “stapperei” le orecchie con la frase di cui sopra, urlata ripetutamente, naturalmente in cinese.

Lo so, una pratica non democratica, ma Mao avrebbe apprezzato.

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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