Pink Project, il rosa contro il cancro

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Pink Project from Francesca Tilio on Vimeo.

Pink Project è un progetto fotografico, artistico e sociale nato da un’idea della jesina Francesca Tilio, scaturito dall’esigenza e dalla volontà di tenere in mano la vita nel pieno della malattia. Ha raggiunto visibilità grazie ai social network, poi si è interessata a lei la stampa. Ha lanciato un crowdfunding e partecipato a diverse mostre, come Fotografia Europea di Reggio Emilia. Ecco l’intervista a Francesca Tilio

Innanzi tutto presentati e prova a definirti: un’attrice? una fotografa, una mamma e una donna speciale, una performer?

Sono una donna normalissima con delle attitudini creative, che diventano un veicolo importante per affrontare la vita. E vorrei che i miei talenti fossero utili non solo a me, ma anche agli altri. Ci provo. Forse non sempre ci riesco. Nella vita faccio la fotografa e la designer grafica.

Cos’è il Pink Project? Come è nato?

Pink Project nasce dalla mia storia. All’età di 31 anni scoprii di avere un cancro al seno e feci il “solito” percorso chemioterapico e chirurgico. Passati diversi anni dall’operazione e dalle terapie, diventai mamma di una bambina – Dora, che oggi ha tre anni e mezzo – aldilà di ogni prospettiva medica. Decisi di celebrare questo momento con un progetto fotografico: io, la mia parrucca rosa ricevuta in regalo durante la chemio e il vestito rosa di mia madre di quando ero bambina, in giro per il mondo a portare un messaggio di vita e speranza.

Quello che sembrava essere solo una storia personale è ben presto diventata “universale”, capace di raccontare di speranza e positività. In tantissimi hanno parlato del Pink Project, diventato poi mostra fotografica itinerante in seguito a una raccolta fondi avvenuta in rete. 2500 euro raccolti attraverso una piattaforma di crowdfunding, che sono serviti per stampare le foto e farle girare nelle città che decidevano e decidono (perché il progetto è tutt’ora vivo), di ospitarlo. Tutte le donne che partecipano alla mostra si fanno fotografare con la parrucca rosa e diventano testimonial positive della lotta al cancro al seno. Inoltre, in ogni sua tappa, la mostra raccoglie fondi per le diverse realtà impegnate nella lotta al cancro operative nella zona.
Centinaia di donne, ad oggi, hanno partecipato alla performance e si sono sentite intimamente coinvolte.

Pink Project è conosciuto a livello nazionale e viene costantemente seguito attraverso i social network da tantissime persone.

Chi sei, cosa sei e in cosi ti trasformi quando indossi vestito e parrucca rosa?

Come racconto nel video Pink Project sono io, Dora, Ogni donna, ovunque. In quelle foto sono un’aliena, un personaggio pop, un simbolo. Potrei essere chiunque, anche solo un messaggio.

Pink Project

Chi ti ha sostenuto e seguito negli anni in questo progetto?

La mostra ha girato in diverse città italiane, sostenendo diverse realtà locali. Da Brindisi per il reparto di oncologia, alla Andos di Reggio Emilia, dallo IOM di Ascoli Piceno a quello della mia città, Jesi. E molti viaggi e testimonianze ancora, in varie parti d’Italia.

Cosa ti ha fatto scoprire e fin dove ti ha portato Pink Project?

Pink Project mi ha portato a conoscere tante persone belle, che hanno voglia di aiutare ed essere aiutate. Ho fatto indossare la parrucca a molte donne e ognuna di loro, in quel poco tempo, mi ha lasciato un po’ di sé.

Qual è il messaggio che vuoi dare alle donne malate di cancro?

Avere voglia di vivere, lasciarsi amare e aiutare anche dagli altri. Non vergognarsi, della testa pelata e delle proprie debolezze. A volte tutto questo non basta, ma è sicuramente necessario.

Come si evolverà nel prossimo futuro il Pink Project?

Spero di riuscire a farlo viaggiare ancora, dal prossimo inverno. Spero diventi sempre più forte, più bello, più autonomo. Io continuo a viaggiare e a fotografarmi insieme a mia figlia. Il mio progetto continua e spero che possa aiutare ancora molte persone.

*Tutte le info del progetto sono su www.francescatilio.it

 

Pink Project, Jesi from Francesca Tilio on Vimeo.

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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