Musica

Gianmaria Testa, “Da questa parte del mare”, Einaudi 2016

«Ciao socio, compare, fratello che non mi è capitato in famiglia e che ho cercato intorno, grazie di accomunarmi al libro della tua vita. Hai messo insieme pezzi del tuo tempo senza ricavarne un’autobiografia, perché non riesci a dire di te senza gli altri. Ti scansi dal centro, lasci il tuo capitolo all’ospite di turno. La tua diventa una multibiografia di persone e di luoghi, dove sei anche tu. Leggo la tua vita numerosa di altri, la tua scrittura a maglia di catena che li tiene insieme» (dall’introduzione di Erri de Luca)

testagianmaria

Da questa parte del mare” è l’ultimo libro di Gianmaria Testa, uscito postumo in aprile in seguito alla sua scomparsa il 30 Marzo 2016.

Il disco “Da questa parte del mare” ha ricevuto la Targa Tenco nel 2007 come migliore album dell’anno e presta il titolo a questo libro, che racconta impressioni, scorci, molto attuali, di vite legate simbolicamente al mare.

Queste pagine, così poetiche, raccontano gli aneddoti che hanno dato vita alle sue canzoni più note.

Il volume si apre con il suo ricordo di  bambino che ha imparato la semina del grano a mano, un’arte, una preziosa azione di maieutica popolare. Questi ricordi delle cose semplici, queste impressioni, sensazioni, istanti colti in un momento impercettibile e nel correre cittadino sono gli argomenti delle sue canzoni.

Ma come per un altro celebre piemontese, cantantautore e compositore, il maestro Paolo Conte, compare il mare come protagonista: il mare è una fissazione, un amore segreto, una via di fuga o di approdo.

Il mare per Testa è soprattutto il luogo in cui si consumano le tragedie delle carrette piene di immigrati, di gente normale che sceglie un’altra sponda per iniziare un’altra vita, qualsiasi sia, ma migliore di quella lasciata alle spalle.

Il mare è un simbolo, quindi, per Gianmaria Testa, ma non è il solo. Scoprire gli altri sarà facile come bere tutto d’un fiato questo saporito, appassionato, poetico nettare di scrittura, che non manca di inserire un omaggio in forma di canzone a una altro maestro, Fabrizio De André.

 

“Ho l’impressione che nei confronti del fenomeno delle migrazioni abbiamo avuto uno sguardo povero e impaurito che ha fatto emergere la parte meno nobile di noi tutti” (Gianmaria Testa)

 

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. Sa che l'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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