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Il fotografo è una versione armata del viandante solitario che perlustra, esplora, percorre l’inferno urbano, del bighellone-voyeur che scopre la città come paesaggio di estremità voluttuose. (…) Il flâneur non è attratto dalle realtà ufficiali della città ma dai suoi brutti angoli bui, dalla sua popolazione trascurata: una realtà non ufficiale che sta dietro la facciata della vita borghese e che il fotografo cattura come un poliziotto cattura un criminale.

Susan Sontag

Varsavia –  C’è un ristorante nostrano nel centro di Varsavia, in Polonia: si chiama CULIINARIA13566150_1021093177939257_1788863560_n (1)-1 ITALIANA.

Già, è proprio così e i fondatori sono orgogliosi di questo nome autoironico, che fa a pensare sicuramente a qualcosa di originale e scanzonato…

Infatti, il locale è stato aperto da giovani di giovani italiani ricercatori che hanno sposato l’idea di unire la loro passione, ovvero la cucina, con le loro esperienze di studiosi.

culinariaNon cervelli in fuga, piuttosto ricercatori italiani oltre ogni territorio: si tratta infatti di dottori di ricerca, giornalisti e sommelliers, che si incontrano intorno ai fornelli per raccontare le storie nate dalla “reazione chimica” dei territori d’origine, le Marche e il Veneto, con le influenze che possono provenire dalla Polonia. Denominatore comune la storia dell’alimentazione e dei prodotti genuini, sposati con la valorizzazione dei frutti del territorio.

CULIINARIA è stato aperto lo scorso marzo 2016: un modo per questi professionisti della ristorazione, Alfredo, Gianluca, Pawel e Giorgio, per condividere una realtà innovativa, puntando sulla creatività e la fiducia nei propri sogni.

skanfoto

Una foto di Paolo Cudini

In questo angolo d’Italia, si è aperta il 17 giugno 2016 la prima mostra fotografica a Varsavia di Paolo Cudini,  fotografo free-lance.

La mostra “La strada: uno sguardo sull’anima“, organizzata da Giorgio Cipolletta, artista, performer e docente a contratto di Arte Visuale e Tecnologia presso l’Università di Macerata (Italia).paolocudiniexhibition

Paolo Cudini nasce come fotografo freelance con sede a Macerata e in modo specifico si occupa di   street photography. Tutte le foto presenti alla mostra sono state scattate questo anno.

Paolo Cudini centra con occhio clinico gli sguardi, le rughe, le anime di chi ogni giorno abita la strada, corre per un appuntamento, si affanna per andare a lavoro, chi manifesta, chi elemosina e chi si ama.

Da Roma a Milano fino a Parigi, l’obiettivo di Paolo Cudini cattura la bellezza autentica di ogni città attraverso i volti e i dettagli delle persone che la attraversano. Anime ribelli, gioiose, malinconiche, distrutte o felici emergono in un ritratto vivo, pulsante, quasi si sente il respiro nel guardare lo scatto che cattura l’attimo del qui ed ora (hic et nunc): un sottile e raro indizio che si ferma e si posa sulla filigrana della carta stampata.

 foto di Paolo Cudini

foto di Paolo Cudini

Nelle foto di Paolo Cudini si riecheggia con intimità accordante l’anima di ogni persona catturata. Il bianco e nero è il colore e lo stile del fotografo dal quale evapora l’anima e i sciolgono i colori per un ritratto di rara bellezza. Ogni scatto diviene colore per la vita.

La fotografia narra delle storie, le racconta, le evidenzia, le cattura per un nuovo immaginario. Lo scatto divora l’attimo straordinario, lo assorbe per poi riversarsi su chi guarda le foto e ne viene coinvolto, perfino meravigliato.

 

“Quando so di essere fotografato, mi trasformo in immagine”
Roland Barthes

 

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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