“L’arte è di tutti” – Intervista ad Anna Massinissa

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Il 31 luglio si svolgerà un bella estemporanea di pittura a Serra San Quirico (AN) dalle 10:00 alle 17:00 in centro storico, a cura di InArte, FabrianoInAcquarello, e del Comune di Serra San Quirico. L’evento è parte di quel festival dedicato alle bellezze naturali e spirituali delle nostre zone denominato  “Lo Spirito e la Terra”, che si allarga in occasione della sua III edizione a questo comune contiguo a Fabriano.
Con l’occasione, incontriamo Anna Massinissa, responsabile dell’Associazione InArte di Fabriano, animatrice di molte attività artistiche in città, e curatrice del festival.anna massinissa di INArte

Il 31 luglio 2016 arriva a Fabriano “Festando la Terra”: di cosa si tratta?

“Festando la Terra” è la IX edizione di “Festando” – l’evento che l’associazione InArte ha coordinato per la prima volta a luglio del 2007 nel giardino del Poio a Fabriano. “Festando” è l’evento che promuove l’arte relazionale e che coinvolge nel meraviglioso privilegio di dipingere insieme tutti quelli che lo desiderano, siano essi artisti, sperimentatori, pubblico o appassionati – perchè insieme c’è sempre da condividere e da imparare. InArte ha negli anni declinato l’evento in applicazioni differenti della medesima filosofia e dall’edizione 2015 de “Lo Spirito e La Terra”, “Festando” è stato integrato alla programmazione del Festival.
Quest’anno “Festando” viene per la prima volta portato in un altro comune, a Serra San Quirico, terra di arte e grande bellezza, che ci accoglie in quella che speriamo sarà una giornata di grande emozione che dalla pittura ci condurrà a un concerto zigano sotto le stelle.13495030_1133163776706810_4477480037253600017_n

Quali sono le altre iniziative di InArte? Come si lega al Festival “Lo Spirito e la Terra”?

E’ “Lo Spirito e La Terra” che lega tanti aspetti della vita della nostra terra. Il festival è nato tre anni fa, da un’idea di Sergio Mustica, con l’intento di promuovere un territorio e di focalizzare e sollecitare le eccellenze che lo abitano. Arte, cultura, enogastronomia, la nostra storia, gli incredibili silenzi delle abbazie, i paesaggi, la natura e i borghi intorno a noi: sono risorse che ci appartengono e che dobbiamo riscoprire, imparare a vivere e condividere. La nostra terra è un mondo di eccellenze e talenti che secondo me hanno solo bisogno di essere messi a sistema e coordinati insieme. Questo è il processo che, curando il festival, ho avuto il privilegio di poter applicare, coinvolgendo e proponendo di partecipare a tutti quelli che erano disposti a farlo.13592686_554188258100938_7913849882357091540_n
InArte ha risposto mettendo a disposizione quello che riteneva dover essere condiviso: l’arte contemporanea, le relazioni, i talenti, la volontà di farlo insieme a tanti. Qualcuno ha superficialmente definito “Lo Spirito e La Terra” un Festival new age: niente di più sbagliato e distante. “Lo Spirito e La Terra” si propone di esplorare la ricchezza che la nostra Terra ha da millenni, in termini di genius loci, natura e cultura, una ricchezza unica e irripetibile.
Da quando è nata la vostra associazione, quali passi avanti ha compiuto? Quali sono le soddisfazioni più grandi che vi siete tolti?

InArte è nata ufficialmente nel 2006. Abbiamo lavorato tanto, abbiamo camminato tanto, abbiamo ancora tanto da fare. Le soddisfazioni sono legate a due tematiche che nel tempo non abbiamo mai perso di vista e che hanno dato il senso ai vari traguardi.

La prima è la certezza che insieme e in una applicazione professionale si va molto lontano: mi riferisco all’ambito dell’acquarello internazionale in cui siamo ormai l’indiscusso punto di riferimento per il mondo, ma non avremmo fatto nulla se non avessimo scelto di lavorare con l’amministrazione comunale, con le aziende “cartare”, con gli enti, i talenti e i grandi Maestri del mondo. Non avremmo fatto nulla se loro non avessero deciso di lavorare con noi.
La seconda certezza è che nel mondo dell’Arte e della Cultura dobbiamo dare il giusto e grande risalto ai grandi Maestri e ai grandi innovatori, ma resta il fatto che l’Arte è di tutti. Scegliendo di applicare questa filosofia, abbiamo scelto di piantare un seme che per alcuni è scomodo ma è necessario, perché va verso il futuro.

Fabriano è città della carta e di conseguenza dell’arte. Il suo nome fa ricordare il Gentile, ma è difficile trasformare arte e cultura in un secondo volano economico, dopo la crisi di quello industriale. Che riflessioni ti senti di fare?
Penso che applicare quello che abbiamo detto poco fa può fare la differenza. Serve un lavoro coordinato e collettivo, fatto con professionalità e pianificazione. L’economia non si improvvisa: qualsiasi piano produttivo va studiato seriamente e progettato nei minimi dettagli con la volontà di applicare arte e cultura in operazioni territoriali vaste e con obiettivi precisi.
Nel momento attuale  tutti i territori e i borghi italiani stanno ragionando per promuovere l’economia legata al turismo e ai territori, la differenza la farà chi ha eccellenze vere e uniche da spendere e su cui focalizzare. Intendo che architetture, piazze e cibi magnifici in Italia sono ogni dove: cosa caratterizza solo noi? Questo è quello che ci dobbiamo chiedere per individuare gli ambiti nei quali investire il futuro artistico locale.
Le risposte mi sembrano molto scontate, ma vedo ancora tante resistenze a focalizzare e poca professionalità applicata. Piuttosto, molto viene fatto senza riflettere e improvvisando.
Quali sono le principali difficoltà nella vostra attività, e di quali incoraggiamenti o collaborazioni ci sarebbe bisogno?

Potrei superficialmente rispondere che il problema principale è la difficoltà che abbiamo a reperire fondi da dedicare ai progetti e che abbiamo sempre troppo poco da investire perché a questi venga data l’importanza che meritano, ma non mi va di pensare che sia questa la difficoltà principale da affrontare. Penso piuttosto che la parola “insieme”  non è ancora molto simpatica ai più… Forse è nella natura umana competere, ma in questo momento abbiamo bisogno di coordinarci e di guardare un po’ oltre i confini consolidati, senza paura di perdere la nostra identità e trovando motivazioni  e gratificazione in attività che ci coinvolgono oltre le nostre.
Personalmente penso che potremmo risolvere un sacco di situazioni pianificando insieme il da farsi e analizzando un po’ meglio le potenzialità e le necessità di tutti. Per “tutti” intendo davvero tutti quelli che a titolo diverso operano nel territorio: persone, associazioni, enti, professionisti, aziende, tutti possiamo collaborare a creare un progetto comune.
Sicuramente abbiamo bisogno di fare un passo avanti, di crescere in professionalità e di pensare soprattutto in relazione a coinvolgere i giovani intorno a noi, sia emotivamente che praticamente.

 

*Ringraziamo Anna Massinissa e vi rimandiamo al sito dell’associazione InArte per trovare ulteriori info utili sulle attività dell’associazione e sugli eventi artistici che coinvolgono Fabriano e dintorni.

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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