Il Tintoretto a Macerata, il Tiepolo a Camerino, bellezze da salvare

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Molte sono le opere da salvare nei territori colpiti dal terremoto del centro Italia di Ottobre

Il dipinto del Tintoretto “Adorazione dei Magi”, conservata nel Santuario di Santa Maria delle Vergini di Macerata, dichiarata inagibile dopo i danni causati dall’ultimo terremoto del 30 ottobre, è stato portato in salvo ieri dai Vigili del fuoco, trasferito a Palazzo Buonaccorsi di Macerata.

Santa Maria delle Vergini di Macerata

Santa Maria delle Vergini di Macerata

Sarà custodito nei depositi dei Musei civici della città e non sarà l’unico, dato che vi sono nel santuario altre importanti opere da salvare e inoltre vi sono state trasferite alcune opere della Pinacoteca Civica di Camerino, dove sono crollati i soffitti, dalla “Madonna in trono con bambino” di Arcangelo di Cola, all'”Annunciazione” e al “Cristo in pietà” di Giovanni Angelo d’Antonio.

E’ danneggiato anche il santuario del Santissimo Crocifisso di Treia, famoso per il crocifisso ligneo che sembra cambiar volto a seconda del lato da cui è osservato.

Il Cristo ligneo nella chiesta del Santissimo Crocifisso di Treia

Il Cristo ligneo nella chiesta del Santissimo Crocifisso di Treia

Ad Amatrice, dalla chiesta di Sant’Agostino sono stati recuperati dei due enormi dipinti: un olio su tela di Luigi Cherubini (sec. XIX) raffigurante San Francesco di Paola e un anonimo olio su tela (sec. XX) dedicato al Matrimonio mistico di Santa Caterina, l’olio su tela del Martirio di San Lorenzo, la Via Crucis, una serie di altorilievi in terracotta di Ghino Sassetti.

A Camerino, la pala d’altare “Madonna in Gloria col Bambino e San Filippo Neri”, del Tiepolo nell’inagibile chiesa di San Filippo, è a rischio. La pala di Giambattista Tiepolo giunse nel 1794 da Venezia a Camerino per vie sconosciute, e da allora è stata conservata nella chiesa a cui è dedicata.
Era uscito un articolo su “Il sole 24 ore” il 1 novembre a firma di Roberto Napoletano, a ricordare questa ed altre urgenze che ad ora non sono ancora state affrontate. A Camerino sono in gravi condizioni la chiesa di Madonna delle carceri, S. Maria alle Mosse, la cattedrale di S. Maria, il santuario di San Venanzio, la basilica di S. Maria in Via – già compromessa nel teremoto del 1997 e a lungo puntellata, che ha visto in questi giorni il suo campanile crollare, tragica immagine divenuta famosa di Camerino.

Sono moltissime altre le chiese marchigiane, chiuse, perché inagibili o a rischio crolli, nei territori di Castelraimondo, San Severino Marche, Tolentino, Camerino, San Ginesio, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Visso, Caldarola, Sarnano e nelle loro frazioni. Non si può entrare nel bellissimo, candido santuario di Macereto vicino Visso; chiusa la chiesa di Fiuminata, che aveva già riscontrato problemi prima del terremoto; letteralmente sventrata la chiesa di Brondoleto, frazione di Castelraimondo, che era stata ristrutturata – di nuovo – dopo il terremoto del ’97; a rischio la chiesa di Seppio, frazione di Pioraco, dove è crollata parte del campanile. madonna lacrime

In quella chiesa era conservata la Madonna delle lacrime, tempera su tavola del pittore camerinese Giovanni Boccati del 1466, che fu venerata per un miracolo narrato in un manoscritto di Mariano Mariani, del 1522, in cui si legge: 

Hujus figurae ab oculis anno D. 1521. Xal. Febr. Lacrymae jugiter manare coeperunt, quarum scaturito triginta integris fluxit diebus.

Nella chiesa di Seppio, nel febbraio del 1521, l’immagine lacrimò trenta giorni continui. Ora la tavola è a Camerino, nel Museo Diocesano.

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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