Rai News nel Teatro Feronia di S. Severino

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Rai News nel Teatro Feronia di S. Severino

“Anche i teatri vittime del sisma” è il titolo di uno speciale che Rai News 24 ha voluto dedicare al terremoto nelle Marche. L’inviato Enzo Cappucci, accompagnato dal direttore artistico dei Teatri di Sanseverino, Francesco Rapaccioni, ha fatto visita, ovviamente, al prestigioso Feronia, luogo simbolo della cultura settempedana che, fortunatamente, è scampato alla furia distruttrice delle scosse di queste settimane. Nel servizio completo, andato in onda domenica 6 novembre ma disponibile in internet all’indirizzo http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Terremoto-Marche-anche-i-teatri-vittime-del-sisma-392ec87c-5cc3-4c57-9662-65e30e165460.html, si parte con una bella immagine del sipario storico abbassato che mostra i cartoni della pittura opera del pittore Filippo Bigioli realizzati da Raffaele Fogliardi.

“Le Marche possono essere tranquillamente definite “terra di teatri” – ha spiegato dal palco del Feronia il direttore dei teatri settempedani Rapaccioni – perché hanno la più alta concentrazione al mondo di teatri storici. Attualmente se ne contano circa 74. Facciamo riferimento a una tradizione che arriva dall’epoca medioevale, quindi dalle corti ducali e signorili, che c’erano nelle Marche”. Pieno di ammirazione il racconto dell’inviato di Rai News 24, Cappucci, per il prestigioso Feronia: “Questo teatro, uno dei meravigliosi teatri che ci sono a San Severino – ricorda il giornalista in video – ha sostanzialmente retto alle scosse tranne alcuni evidenti danni nel palcoscenico e nel soffitto”. La stagione dei Teatri di Sanseverino, al momento sospesa, riprenderà molto presto con tantissimi protagonisti di un cartellone come sempre ricco e molto diversificato per venire incontro a tutti i gusti del pubblico.

 direttore artistico dei Teatri di Sanseverino, Francesco Rapaccioni, e il giornalista di RaiNews24, Enzo Cappucci, all'interno del teatro Feronia3

il direttore artistico dei Teatri di Sanseverino, Francesco Rapaccioni, e il giornalista di RaiNews24, Enzo Cappucci, all’interno del teatro Feronia3

Il teatro Feronia, opera dell’architetto Ireneo Aleandri, presenta una struttura elegante e slanciata verso l’alto, con pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione. La decorazione pittorica è opera di Filippo Bibiena e Raffaele Fogliardi, mentre i cartoni delle pittura, che ornano la volta e il bozzetto del sipario, sono opera del pittore sanseverinate Filippo Bigioli e vengono realizzati da Raffaele Fogliardi. Terminati i lavori, il teatro viene solennemente inaugurato nel 1828.

Chiuso nel 1961, perché pericolante, il teatro viene riaperto dopo un lungo e complesso lavoro di restauro, nel 1985 con un concerto del soprano Katia Ricciarelli. Ha una capienza di 442 posti. Il Teatro comunale Feronia, affacciato sulla monumentale Piazza del Popolo, è considerato un gioiello dell’architettura teatrale marchigiana.

Le condizioni di degrado della prima fabbrica, risalente alla prima metà del XVIII secolo, spinse la Società dei condomini a commissionare un nuovo progetto per la ristrutturazione o, per meglio dire, per la ricostruzione vera e propria all’architetto sanseverinate Ireno Aleandri (1795 -1885), uno tra gli interpreti più significativi nello stato pontificio del fenomeno purista nell’ambito del movimento culturale del Neoclassicismo europeo.I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1823 e furono eseguiti da Domenico, Pietro e Vincenzo Mochi, capomastri di fiducia dell’Aleandri a San Severino.

L’elegante ambiente si compone di 19 palchi per ciascuno dei tre ordini, caratterizzati da eleganti balconate a fascia. Il loggione è risolto formalmente come un s quarto ordine di palchi con caratteristiche dimensionali identiche ai tre inferiori; su di esso s’imposta la volta ad unghie di tipo bibienesco. L’arco scenico è impostato su un ordine gigante di due lesene composite che racchiudono i palchi di proscenio.

L’intera decorazione pittorica della sala, in particolare la volta, il sipario e le balconate, fu commissionata al pittore settempedano Filippo Bigioli (1798 – 1878) formatosi, come l’Aleandri, all’Accademia di San Luca a Roma. Egli elabora i bozzetti per le decorazioni che poi furono materialmente tradotti in pittura dal decoratore ascolano Raffaele Fogliardi, tra cui il sipario storico che si richiama al mito della dea Feronia. Dopo cinque anni il teatro era pronto e fu inaugurato il 31 maggio 1828 con l’opera “Matilde di Shabran” di Gioacchino Rossini. Dal 1985, anno della riapertura a seguito di lunghi lavori di restauro, il teatro ospita una prestigiosa stagione teatrale.

 

Sara Bonfili
Sara Bonfili
Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. Sa che l'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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