Lombardia,  Touring Italy

Lombardia, Milano

Il nostro weekend a Milano è nato all’improvviso, in un giorno d’autunno. Pronti per gustare il piacere di girare la città a piedi e in metro, alla ricerca degli angoli iconici di Milano e delle chicche scoprire per la prima volta.

Cercando il Duomo

Tra i primi – gli angoli iconici – c’è naturalmente Piazza Duomo, a cui si può arrivare comodamente (leggasi = con scarpe comode) a piedi, dalla zona di Porta Vittoria dove alloggiavamo, prendendendo Corso di Porta Vittoria, fino alla tristemente nota Piazza Fontana.

Lungo il tragitto però ci fermiamo diverse volte per lo shopping. Si incontra poi il Mercato del Suffragio, in piazza Santa Maria del suffragio, che ha tutta l’aria di essere stato recentemente rinnovato. Infatti scopriamo che è un luogo abbandonato e  riqualificato, proprio come sta accadendo sempre pù spesso a Milano, dal mercato della Darsena al Mercato di Porta Genova (ex mercato metropolitano, aperto d’estate ed ora, pare, esportato a Torino e Londra), per iniziativa del panificatore Davide Longoni.  Si entra ed è un tripudio di odori e colori, da divenire affamati anche di prima mattina: prodotti a km 0 o quasi, comunque di piccoli produttori e di alta qualità. Quattro corner: di frutta e verdura, di prodotti di alta qualità a medio prezzo, il “Fresco e Buono”, dove si trovano centrifughe e cibi vegani, un classico bancone con pesce e altro, e una zona dedicata naturalmente a pizza, biscotti, pane con lievito madre e farine biologiche macinate a pietra.

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Ci si trova allora in una via in cui appena si gira l’angolo, scavalcando la linea del tram, compare magicamente il profilo del Duomo, integrato – impossibile da pensare, abituati a vederlo preannunciato dall’enorme omonima Piazza – nello skyline che lo circonda.

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Il Duomo, la madonnina nella guglia più alta, le enormi finestre che colorano l’interno; 157 metri di marmo bianco, periodicamente pulito e restaurato.

Il simbolo dell’architettura gotica in Italia, inziata nel 1386, fotografata da milioni di turisti.

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Di questi, nella piazza e nella galleria Vittorio Emanuele, non ci sono sfuggite le fashion blogger, molte di origine asiatica, sorridenti, incappellate, imbronciate, con il piedino all’insù, insomma… social 24/24h.

Fashion blogger come queste? Speriamo di no!

Il nuovo quartiere dedicato a Gae Aulenti

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La piazza Gae Aulenti è stata e intitolata l’8 dicembre 2012 all’architetta milanese scomparsa un anno fa.

La Piazza si posiziona tra Corso Como, mecca degli amanti dello shopping e del bello (ricordiamo la Galleria Carla Sozzani,  il negozio di Boule de Neige, la mecca del gusto di Oscar Farinetti “Eataly”)  e Viale Don Luigi Sturzo, oltre al quartiere Isola.
La piazza è contornata di grattacieli; si ammirano l’Unicredit Tower, dell’architetto argentino Cesar Pelli, le fontane a sfioro con giochi d’acqua, che di sera si riempiono di colori, il Solar Tree, con il led che usa l’energia solare accumulata di giorno.

Nelle vicinanze c’è il Bosco Verticale, la struttura residenziale bellissima (e a detta dei milanesi doc, costosissima) interamente ricoperta di piante, un progetto dell’ex assessore alla cultura Stefano Boeri.

Da qui si vede lo skyline di Milano: Torre Galfa, la Torre Servizi Tecnici Comunali, la sede della Regione, il Grattacielo Pirelli, le torri residenziali Solaria, Solea, Aria e una porzione della Torre Diamante.

Milano dei Navigli

Forse la più bella passeggiata a Milano è quella lungo i navigli. Il Naviglio grande è il più accogliente. Nasce dal Ticino e vicino Abbiategrasso arriva a Milano, lasciando alla sua destra il Naviglio di Bereguardo, e terminando nella Darsena. Navigabile, vi si possono incontrare canottieri in allenamento o boat tipo i Bateau-mouche parigini (in taglia ridotta).

Incrocia il Naviglio Pavese, dove la passeggiata continua seppur con meno incanto e priva dei localini alla moda che si incontrano lungo il Naviglio Grande.

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E’ qui infatti il centro di tutto: si possono visitare botteghe vintage, godere del tiepido sole e della pace tutt’altro che metropolitana, sedere nelle terrazzine dei ristoranti, come il bistrot siciliano che ci ha accolti a pranzo. Pesce, pesce, pesce! Piatti decorati in stile siciliano, dai colori caldi e vivaci, bottarga, polipo, vino buono, sole di città, pace e rilassatezza, è quel che si gode da questo tavolo sulla riva del Naviglio Grande. Non sappiamo se è sempre così, anche di sabato sera, ma questa tranquillità ci piace!

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Milano hipster

Baffi e barbe e look anni Cinquanta non sono poi rari a Milano, dove tutto è moda. Ma certo in alcuni luoghi in particolare, dato che come ogni città, la popolazione è eterogenea.

Nel quartiere Isola, il Frida è un locale originale con un giardino d’inverno, frequentato da un microcosmo hipster di tutto rispetto. Qui si trova un buon brunch della domenica.

Un altro è la Cascina Martesana, nella zona Navigli, un po’ hipster, un po’ yogico, un po’ orto urbano. Un rudere nel verde del parco della Martesana, affacciato sul Naviglio Piccolo che è stato ristrutturato a partire dal 2014, che offre workshop, servizi, eventi, progetti artistici, un infopoint per il Parco della Martesana, un chiosco caffetteria, una mostra permanente e un giardino nascosto. Un’isola di natura nella città.cascina

Interessante è anche l’East Market. Un mercato dedicato ai privati, ispirato dai markets della East London, per gli acquisti di antiquariato, modernariato, vintage, second hand, curiosità, situato in  una storica azienda metalmeccanica risalente alla Seconda Guerra Mondiale, nel cuore di Lambrate, in Via Ventura 14 a Milano, in uno spazio di oltre 5000 mq.
Si entra gratuitamente, si fa colazione o pranzo nel Food Market, con specialità da tutto il mondo, si ascoltano i dj set attivi dal pomeriggio in poi.

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Naturalmente Milano è tanto altro e non si finirebbe mai di scoprirla. Ci riproponiamo di andarci di nuovo, visto che siamo nelle Marche per noi è un viaggio che va almeno pianificato su due giorni liberi. Certamente ci sarà una prossima puntanta, per Milano e su #Milano.

 

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. Sa che l'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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