Alterazioni Urbane-Vetrine Danzanti: emozioni accese in città

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Il 23 dicembre ’16 il corso di Fabriano, in piena frenesia da shopping natalizio, si è illuminato di arte e danza. Le vetrine di alcuni negozi hanno spento i neon e hanno acceso i riflettori su ragazzi, ragazze, bambine che vi danzavano dentro, attirando l’attenzione di centinaia di curiosi.

Si è trattato dello spettacolo Alterazioni Urbane – Vetrine Danzanti, ideato dal Centro Danza e Spettacolo OnKaos. Ad organizzarla è stato, con la collaborazione dei commercianti e dell’amministrazione, il Centro Danza & Spettacolo OnKaos di Mauro Bocchi e Anna Gasparini, con i danzatori della scuola come protagonisti e le coreografie di alcuni degli insegnanti della scuola: Anna Gasparini, Mauro Bocchi, Miria Marinozzi, Domenico Di Pietro, Matteo Vignali.

Un modo per rompere gli schemi, proiettare le luci colorate sulle emozioni e sui capi d’abbigliamento forniti dai negozianti, ravvivare un centro urbano che da anni si è svuotato, complici la crisi economica e l’ultimo terremoto, ambientandovi performance di danza.

Abbiamo chiacchierato con Mauro Bocchi, chiedendogli innanzi tutto com’è nata l’idea dello spettacolo itinerante.

“Tutto è nato dal negozio Monica Bi, la cui titolare ha proposto di organizzare qualcosa per ravvivare il centro sotto le feste. Io e Anna abbiamo presentato il progetto all’assessore al Commercio Mario Paglialunga che ha risposto positivamente. Uno spettacolo nelle vetrine dei negozi ci girava in testa da un po’ di tempo, in verità, e lo abbiamo realizzato”.

Raccontaci lo spettacolo.

“Era una performance itinerante che ha coinvolto una quarantina di danzatori, e che aveva varie tappe e temi. Si svolgeva tra l’interno e l’esterno dei negozi, iniziando sotto l’Arco di Palazzo del Podestà con una danzatrice aerea in una piramide di luci, che davano colore a lei e agli affreschi dell’arco, a significare l’integrazione della grazia della ballerina con la bellezza dell’architettura.

Poi proseguiva nei due piani di vetrine del negozio Simonetta: con danzatori in duetti, solo e gruppo, che interagivano con reazioni a catena da vetrina a vetrina. Questa era la tematica della performance: le conseguenze reciproche delle nostre azioni e il nostro interagire che porta ad un’unione.

Passando nella piazzetta davanti agli ex Magazzini Latini i breakers accoglievano il pubblico, passandogli la loro energia e spostandolo in avanti per proseguire la visione dello spettacolo, fino al negozio Fabiola, dove due ragazze in vetrina esprimevano i propri blocchi personali: l’incapacità di relazionarsi con il mondo, la danzatrice legata ai polsi, l’incapacità di esprimersi la ragazza che scriveva le proprie emozioni su fogli; in un secondo momento le due rappresentavano loro stesse cresciute e trovandosi accidentalmente sedute vicine, si scambiavano le proprie ossessioni intessendo una relazione di amicizia.

Nella vetrine di Zannelli si è svolta una performance che ha coinvolto una ‘passante’ e ‘gli abitanti’ di una stanza proiettata nel negozio, inizialmente timorosi e rannicchiati, e poi aperti verso il mondo esterno. La parte più emozionante di questa danza era la connessione che i ragazzi creavano con gli spettatori attraverso lo sguardo, riuscendo successivamente a coinvolgerli nella propria coreografia. C’è stato anche uno spettacolare passo a due tra due ragazzi che dal loro isolamento nelle cuffie dell’ipod, hanno ballato una musica coinvolgente per tutto il pubblico.

Infine, davanti al negozio Monica Bi si sono esibite delle bambine in una coreografia di azioni combinate e ritmate da una danzatrice con un telecomando: per una volta un soggetto che ordina di unirsi, amarsi, abbracciarsi, e non di dividersi… Come vedi il significato degli spettacoli era univoco, quello dell’unione umana, dell’interazione, della rottura delle barriere personali.”

Lo spettacolo itinerante ha riscosso successo tra i commercianti e gli spettatori?

“Ha davvero entusiasmato tanta gente. Si è detto che siano passate in centro circa duemila persone, incuriosite da una vivacità degna di una grande città. Lo spettacolo ha animato il centro per diverse ore, dato che lo abbiamo ripetuto quattro volte.

Anche se ci sono stati negozianti che non hanno risposto all’appello iniziale, poi si sono trovati contenti. Voglio ringraziare con tutto il cuore le attività commerciali che hanno partecipato attivamente, come Simonetta, Fabiola, Tally Waijl, Zannelli e Monica Bi, l’Assessore Paglialunga e uno sponsor privato che ci aiutato in modo considerevole nell’organizzazione, senza il cui apporto lo spettacolo sarebbe stato irrealizzabile”.

Avete pensato, te e Anna di proporre un bis?

“ALTERAZIONI URBANE – VETRINE DANZANTI è diventato un progetto concreto per altre performance che organizzeremo all’interno della città, con la collaborazione dell’amministrazione comunale. Abbiamo inteso questo evento come una puntata pilota per altri che programmeremo. Nonostante qualche defezione e dopo alcune esperienze in cui era difficile coinvolgere il tessuto urbano, stavolta ho sperimentato nel 90% dei negozianti la voglia di partecipare, cambiare, la voglia di darsi da fare senza aspettare che qualcun altro risolva i problemi. Ho visto soprattutto la grande elasticità mentale per assecondare questa mia follia!”

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Ora, Mauro, presenta a chi non la conoscesse la scuola di danza OnKaos.

“E’ stata fondata nel 2011 da Anna Gasparini e Mauro Bocchi; lavora a pieno regime, ha una compagnia stabile di contemporanea, la Line Out Dance Company, attiva con molti spettacoli. Ha molti corsi, oltre alla danza contemporanea tenuta da me e Anna, e alla classica da Anna, anche da docenti di Roma. Abbiamo una crew di break dance, ‘Natural Force’ e collaboriamo con la scuola romana Bounce Factory di Simone Ginanneschi.

OnKaos va molto bene: nel tempo abbiamo formato ragazzi che hanno iniziato carriere teatrali, in Accademia Nazionale di Danza, al DAF, o televisive, come il ballerino di ‘Amici’ Andreas Muller, che tra l’altro, ha assistito allo spettacolo Vetrine Danzanti.

Il nostro prossimo appuntamento sarà il 31 marzo 2017, con lo spettacolo in omaggio a Nelson Mandela della compagnia Line Out, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, accompagnati dalla musica progressive degli Agorà”.

Voi però siete sempre stati all’avanguardia. Avevate già innovato la danza attraverso performance cittadine qualche tempo fa…

“Sì. All’apertura della scuola, nel 2011, avevamo organizzato uno spettacolo straordinario:un percorso itinerante con sculture di ghiaccio che partiva dal loggiato di S. Francesco, passava nell’atrio del Teatro Gentile, nel Palazzo del Podestà, fino ai Giardini del Poio. E’ stato molto impegnativo, per i costumi, per le ambientazioni: era di ispirazione Tim-Burtiana, con riferimenti alla “Fabbrica del cioccolato”, ad Edward mani di forbice e altri film.

Siamo stati la prima scuola che ha fatto il primo flash mob a Fabriano. Abbiamo tenuto spettacoli di fine anno sempre particolari, anche se finora era stato difficile coinvolgere commercianti e imprenditori per eventi eccezionali. Stavolta è stato diverso e speriamo sia un nuovo inizio, per la nostra città.”

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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