Il racconto di un testimone dei bombardamenti sul quartiere di San Lorenzo

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Il racconto di un testimone dei bombardamenti sul quartiere di San Lorenzo

 

 Clare Hollingworth

Clare Hollingworth

Il 10 dicembre 2017, a Hong Kong, è scomparsa all’età di 105 anni Clare Hollingworth, la giornalista inglese che per prima annunciò lo scoppio della seconda Guerra Mondiale. Nata a Leicester il 10 ottobre del 1911, era corrispondente del “Daily Telegraph” quando nel 1939 vide e diede notizia che le truppe tedesche stavano invadendo la Polonia.
Al maggiore evento bellico del XX secolo si è voluto dar spazio in questo articolo, a firma del nostro collaboratore Marco Tentori Montalto, che ha intervistato il nonno Paolo, in quanto testimone oculare di uno degli eventi italiani più tragici della II Guerra Mondiale, il bombardamento del quartiere romano di San Lorenzo.
Torniamo indietro, dunque, a quel tragico 19 luglio 1943.

 

LA STAMPA del 21 luglio 1943

“La Stampa” del 21 luglio 1943

Paolo, qual è il tuo primo ricordo della guerra?

“Quando scoppiò la guerra, avevo 13 anni e con la mia scuola sono andato a Piazza Venezia ad ascoltare il discorso di Benito Mussolini, nel quale si dichiarava guerra alla Francia e all’Inghilterra. Ricordo un gran fragore di applausi entusiastici della folla che gridava „Morte all’Inghilterra!“ e dei distintivi con scritto „Dio stramaledica gli Inglesi!“.
A scuola appesero poi una carta geografica dove venivano segnate con delle bandierine i luoghi in cui venivano combattute le battaglie”.

Cosa hai fatto il giorno del famoso bombardamento di San Lorenzo?

“Nel luglio del 43 avevo già compiuto 17 anni e la prima volta che caddero le bombe mi trovavo a scuola: il „Tito Livio“ a via Giovanni da Procida. Il professore di ginnastica incaricò me e altri miei compagni di portare soccorso al quartiere bombardato. Giunto sul posto ho visto papa Pacelli [ndr. Pio XII], vestito di bianco e intento a benedire con le braccia aperte. Noi abbiamo dovuto raccogliere i morti, trasportarli con un carretto sul sagrato della Basilica di San Lorenzo fuori le mura e, visto il gran numero, adagiarli in più strati”.

Pio XII distribuisce aiuti in denaro dopo i bombardamenti in Piazza San Giovanni (13 agosto 1943). A destra il Sostituto segretario di Stato Giovanni Battista Montini futuro Paolo V

Pio XII distribuisce aiuti in denaro dopo i bombardamenti in Piazza San Giovanni (13 agosto 1943).
A destra il Sostituto segretario di Stato Giovanni Battista Montini futuro Paolo V

 

Ricordi anche qualcosa del successivo bombardamento allo scalo di San Lorenzo, quello del 13 agosto ‘43?

“Sì. Le bombe caddero anche sul cimitero del Verano, scoperchiando parecchi sepolcri. Io ed altri miei compagni ci recammo anche lì, dove trovammo molte tombe -anche monumentali – distrutte e addirittura le salme fuoriuscite. Sebbene molte di esse fossero ormai in uno stato avanzato di decomposizione, dovemmo in ogni caso raccoglierle e collocarle in un luogo adatto a consentire, in seguito, un eventuale riconoscimento da parte dei familiari e una nuova inumazione”.

Hai corso anche tu dei pericoli durante i bombardamenti degli Alleati a Roma?

“In un caso sì. Come vedi ho avuto però salva la pelle, ma non la camicia. Sono stato chiamato ancora una volta a prestare il mio aiuto. Mi trovavo all’università La Sapienza, dove avevo accompagnato mia sorella Maria che stava andando al lavoro. A circa un isolato di distanza, una bomba colpì in pieno una piccola caserma nei pressi di via Tiburtina. Un ufficiale chiese a me e ad altri ragazzi di andare a spostare le macerie per controllare se vi erano ancora dei sopravvissuti. Riuscimmo a salvare due guardiani della caserma che si erano protetti sotto a un tavolo. Dal momento che era caldo ed ero impegnato nel faticoso lavoro di rimuovere le macerie, mi tolsi la camicia, ma poco dopo scoppiò un’altra bomba a pochi metri di distanza che mi ricoprì di terra. Cercai invano la camicia e dovetti tornare a casa in canottiera”.

Altri episodi ai quali hai assistito?

“Ero andato a via Gorizia con mio futuro cognato Mario a prendere acqua potabile con un carretto. Ho sentito a poca distanza una gragnola di bombe e contemporaneamente cadde uno stormo di rondini a causa dello spostamento d’aria. A causa di quel bombardamento del 14 marzo 44 morì a via Guattani lo scrittore Virginio Gayda, mentre era intento a prendere lezioni di inglese per prepararsi all’immanente arrivo degli Alleati”.

Ti ringraziamo molto per questa interessante intervista.

* Vi consigliamo questo link per approfondire la vicenda del bombardamento aereo di San Lorenzo. Qui, un ricordo che la BBC dedica alla pluricentenaria reporter inglese Clare Hollingworth, scomparsa due giorni fa.

 

Marco Tentori Montalto

Marco Tentori Montalto
Marco Tentori Montalto
Laureato in filologia e letterature dell'antichità alla Sapienza, dove ha conseguito anche il Dottorato di Ricerca nel 2014. Ha studiato, soggiornato o lavorato a Parigi, Monaco di Baviera, Berlino, Atene, e a Berna durante il postdoc come assistente di Storia Antica. Sta lavorando alla sua monografia intitolata "Essere primi per il valore. Gli epigrammi funerari greci su pietra per i caduti in guerra (VII-V sec. a.C.)"

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