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#dadoveblogghi ? Da Fabriano!

Abbiamo risposto all’iniziativa della travel blogger Lucia di www.mondovagandosenzameta.it che ha lanciato un hashtag, #dadoveblogghi , per connettere nel proprio sito tutti i blogger attraverso la loro provenienza. Cioè: un travel blogger viaggia, racconta, fotografa, mangia, curiosa e intervista, ma in fondo ha sempre un punto di partenza, la sua città, dove torna per disfare le valigie e raccogliere le idee.

La nostra si chiama FABRIANO. Siamo in provincia di Ancona, nel cuore delle Marche, a un’ora circa dal mare Adriatico (in caso di fuga da calore) e a un’ora dagli Appennini innevati per sciare (in caso di febbre montanara).

Portonovo, AN

Fabriano, famosa per la produzione dell’omonima carta (usata diffusamente per banconote, filigrana, attività artistiche, e la carta a mano per oggetti di pregio) trae il nome dal faber, l’artefice, l’artista… ed anche il fabbro. Si dice infatti che oltre alla carta la città fosse dedita all’attività dei fabbri che lavoravano anche grazie all’acqua del vicino  fiume Giano (Ianus). Non per niente lo stemma di Fabriano rappresenta un fabbro al lavoro con la sua incudine.

Le prime notizie della città risalgono all’XI secolo, periodo che segna la fusione dei due castelli Castelvecchio e Poggio, posti sulla riva destra del Giano.

 Adorazione dei Magi del Gentile

La famosa Adorazione dei Magi del Gentile conservata al museo degli Uffizi di Firenze

Nel 1234 Fabriano diviene Comune, pieno di cultura ed arte, il cui apice si raggiunge con l’attività di Allegretto Nuzi e Gentile da Fabriano nel 1300.

Le loro opere sono conservate nei maggiori musei dei mondo, ma recentemente la città ha reso loro omaggio, organizzando due mostre che hanno avuto un gran successo: “Gentile da Fabriano e l’altro Rinascimento” del 2006 e “Da Giotto a Gentile” del 2014 (qui sotto la mia intervista al curatore della seconda mostra Vittorio Sgarbi per il giornale Dgmarche).

Il 24 giugno, giorno del patrono, San Giovanni, segna l’acme della festa del Palio, che ha al suo centro la disfida del “Maglio“, che vede i 4 fabbri rappresentanti le 4 porte della città in lizza per forgiare una chiave in grado di aprire un meccanismo per alzare il gonfalone nel minor tempo possibile. Durante il palio si svolgono sfilate in costume, si realizzano stupende infiorate artistiche all’interno di chiese e chiostri, si possono visitare i musei, come il bellissimo Museo della carta e della filigrana.

Di Victortorresan - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51024602

credits: Victortorresan – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51024602

Questi siamo noi, ma da un’altra montagna, un po’ più in alto e a Nord!

Le vicinanze sono altrettanto belle: Genga e Frasassi a un quarto d’ora di strada, con le sue terme e straordinarie Grotte, Gubbio a venti minuti con lo spettacolo della sua architettura, i monti intorno alla città dove si può fare trekking, mountain bike, speleologia e arrampicata (M. Cucco, M. Catria, M. Strega, M. Maggio, M. Revellone, M. San Vicino).

 

Panorama nei dintorni di Fabriano, fraz. Collepaganello.

Che dire dei giorni d’oggi? Un tempo la città era il fiore all’occhiello del centro Italia per un’economia brillante e un discreto benessere della popolazione, dovuti al successo del “bianco”, cioè del settore degli elettrodomestici.  Le industrie della famiglia Merloni – che ha vantato anche un senatore Francesco  e un presidente di Confindustria, Vittorio – Merloni elettrodomestici, Indesit e  Ariston Thermo producevano con ottimi numeri, così come le aziende produttrici di cappe aspiranti prime in Europa, come ElicaFaber, Best, Tecnowind.

La Pinacoteca civica Bruno Molajoli

La Pinacoteca civica Bruno Molajoli

Ora Fabriano vive indubbiamente un periodo di crisi da quasi un decennio, da cui si sta rialzando puntando su arte, eno-gastronomia e turismo sostenibile. Una volta all’anno si svolge il premio Fabriano Watercolor che chiama a raccolta acquarellisti da tutto il mondo per una mostra collettiva su carta Fabriano.

Dal 2013, con Bologna e Torino, è stata dichiarata città creative dell’UNESCO per la categoria “Artigianato, arti e tradizioni popolari” (craft, arts and popular traditions), come raccontavo in questo articolo.

Gilberto Gil in conferenza stampa

Grazie a questo traguardo la città si è aperta a una serie di iniziative culturali, residenze teatrali (da Gilberto Gil a Sergio Cammariere, dai Pooh a Tiromancino), artistiche, convegni e workshop internazionali per parlare del futuro dell’attività artigianale e di design.

 

*gustatevi questa intervista a Gilberto Gil. 

E voi, da dove… leggete?

 

 

Sara Bonfili
Sara Bonfili
Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. Sa che l'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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