Conoscere e amare l’Italia, la mostra

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Conoscere e amare l’Italia, la mostra

Renato Bazzoni

La mostra itinerante “Conoscere e amare l’Italia: le trasformazioni del Paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del FAI” raccoglie gli scatti dell’architetto-fotografo e ripercorre le tappe del suo impegno civile per la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano a partire dagli anni Cinquanta.

Fino all’8 ottobre al Teatro Feronia di San Severino Marche.

E proprio domenica, collegato all’evento, i Teatri di Sanseverino proporranno il primo di una serie di Incontri con l’Autore ospitando all’Italia, a partire dalle ore 17, il dialogo su “Tutta questa bellezza” (Rizzoli 2014), raccolta degli scritti di Renato Bazzoni con Antonella Cicalò, curatrice del libro, Sofia Bosco, direttore rapporti istituzionali Fai. Coordinerà l’incontro Francesco Rapaccioni, direttore artistico “I Teatri di Sanseverino”.

La mostra “Conoscere e amare l’Italia” è divisa in sei sezioni, a ciascuna corrisponde un monitor su cui scorrono le immagini, e comprende circa 300 scatti, parte di un corpus di quasi 30mila foto, donato al Fai dalla signora Carla Bazzoni, moglie di Renato, scomparso nel 1996.

La sezione dedicata alle Marche, dal titolo “Un mare di colline”, restituisce un ritratto della regione tra gli anni Sessanta e Settanta, il periodo della profonda trasformazione del territorio, con la costruzione di edifici fuori scala a ridosso dei centri storici, il degrado dei monumenti artistici, il traffico indisciplinato delle automobili.

 

 

Renato Bazzoni nasce a Milano nel 1922. Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano fu per vent’anni assistente presso la cattedra di Composizione architettonica dello stesso istituto.

Dagli anni’ 50, nel pieno della ricostruzione e del boom economico, progettò e costruì nel capoluogo lombardo edifici pubblici e industriali, alberghi, case, ospedali, come il Pirellino di via Melchiorre Gioia. La sua passione fu però, fin da subito, l’architettura rurale “creata dalla gente dei campi, delle montagne, delle coste,” come amava definirla. Questa passione lo spinge in giro per l’Italia, in automobile e con la sua macchina fotografica, per documentare le testimonianze di un mondo contadino che sta scomparendo, fattorie fortificate, pievi isolate, trulli disseminati lungo la Penisola, e raccontare le grandi trasformazioni socio-economiche in corso nel nostro Paese.

Nel 1964 si iscrive all’associazione ambientalista Italia Nostra ed è il motore di Italia da salvare (1967), la prima grande mostra del nostro Paese che denuncia i disastri del dissesto ambientale e la rovina del patrimonio artistico, realizzata con molte sue fotografie. La mostra è un successo internazionale – rimarrà in tour per cinque anni tra Italia, Europa e Stati Uniti – che scuote l’opinione pubblica di tutto il mondo, dopo l’alluvione di Firenze e l’inondazione di Venezia del 1966.

Renato Bazzoni

Renato Bazzoni

In seguito partecipa alla ricerca per la “Prima relazione sulla situazione ambientale del Paese” (Tecneco, 1973). Il nulla di fatto che ne segue e la presa di coscienza che un’epoca di progresso illimitato è finita, dopo lo choc petrolifero del 1973, nel 1975 spingono Bazzoni, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Predieri e Franco Russoli a fondare il FAI – Fondo Ambiente Italiano, fondazione senza scopo di lucro nata per valorizzare e proteggere l’arte e la natura del nostro Paese, sull’esempio del National Trust inglese.

Il FAI sarà un impegno totalizzante per Bazzoni, all’opera nella doppia veste di tecnico del restauro e come inesauribile animatore della crescita dell’associazione, , in un’attività che passava dal restauro dei luoghi del FAI – come il Monastero di Torba, i Castelli di Masino e di Avio – all’’organizzazione di conferenze e viaggi e alla stesura del Notiziario…

Renato Bazzoni muore improvvisamente il 9 dicembre 1996, nel pieno delle sue mille battaglie, lasciando un testamento morale che il FAI ha fatto proprio negli anni da allora trascorsi. Le sue ceneri riposano nel Monastero di Torba. La mostra “Conoscere e amare l’Italia” nasce per ricordare l’impegno civico e la passione di Renato Bazzoni in occasione dei 40 anni di attività del FAI, il suo progetto più importante.

thepinkfusion redazione
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