Una mostra sulla vita di Giorgio Fuà

C’è chi riparte dai Sibillini
15 ottobre 2017
Le colline di Pericoli
26 ottobre 2017

Una mostra sulla vita di Giorgio Fuà

RIALLESTITA ALL’ISTAO LA MOSTRA FOTOGRAFICA GIORGIO FUA’
a cura di Erika Rosenthal Fuà e Gabriella Papini
20 grandi immagini fotografiche (115×230) raccontano la vita di Giorgio Fuà che, pur nelle angosce delle persecuzioni, fu ricca delle speranze e delle opere di “un viandante con brio”, come lui stesso si definì. Dall’infanzia (Fuà nasce ad Ancona nel 1919)agli anni giovanili nella Casa al Pinocchio, con i suoi cani, la bicicletta e la caccia;dagli studi liceali in Ancona fino alla Scuola Normale Superiore di Pisa; dalle leggi razziali che lo costrinsero a lasciare la “Normale “ fino alla doppia laurea a Losanna ed a Pisa; dal matrimonio segreto, alla fuga e alla cattura in Svizzera dove nel campo di concentramento nasce Silvano, il primo dei tre figli.

Solo nell’agosto del 1945 ci sarà un ritorno alla serenità a suggello della quale fu possibile il rito nuziale in sinagoga con il Rabino Elio Toaff. Poi una sequenza di impegni di ricerca in collaborazione con grandi personalità:ad Ivrea con Adriano Olivetti, a Ginevra con Gunnar Myrdal, all’ENI con Enrico Mattei. Infine il ritorno ad Ancona dove fonda la Facoltà di Economia e istituisce l’ISSEM e l’ISTAO. Un grande intellettuale, un economista e soprattutto, un maestro di scienza e di vita.

La mostra è il frutto di molte ricerche e di lunghe conversazioni tra la moglie Erika Rosenthal Fuà insieme al figlio Silvano con Gabriella Papini, nel salotto e nella biblioteca della Casa al Pinocchio, immersa in un grande parco che dall’alto si affaccia sul mare e sul porto di Ancona.

La rassegna cerca di raccontare un Fuà per alcuni versi inconsueto, colto spesso in ambito familiare e all’aperto (amava leggere e studiare nel verde), e consente di meglio comprendere motivazioni, peculiarità, genialità e valori alla base del suo successo personale, professionale e culturale. Intuizione, volontà, dialogo, confronto, comunicazione, ironia ed autoironia, capacità innovativa, visione laica ed internazionale dei temi e dei problemi. In mostra anche interventi a lui dedicati di Alberto Quadrio Curzio, Pietro Alessandrini, Giacomo Vaciago ed Enrico Loccioni.

 

Sara Bonfili
Sara Bonfili
Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. Sa che l'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

Lascia un commento