Meditazioni e manuali: the Danish way of

Meditazioni e manuali: the Danish way of

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Hygge è qualcosa di tanto danese che non si può tradurre. Diciamo che significa creare un’atmosfera accogliente, piacevole, mentre si assaporano i piaceri della vita –  cibo, sonno, vino, lettura, musica, amicizia, amore.

Allora, difficile da tradurre hygge eppure, non ci siamo accorti, è il mood che sottosta aogni fotografia sui blog di arredamento nordico, dei locali più alla moda, degli stili di vestiario e di acconciature, dei siti di cucina creativa. E’ il mood dei cataloghi Ikea (insieme ai prezzi dei mobili il principale motivo della sua allure). E’ lo stile di tutte le foto che vanno per la maggiore su riviste e web, è il senso di bellezza che cercando di creare nei loro articoli tutti i blogger che cavalcano una certa “onda”. Insomma è una cosa orginale e vera, ma da un pezzetto è anche marketing.

Usare i canali per vistare Copenhagen è hygge, per veder ad esempio la Copenhagen Opera House, il Rosenborg Garden, l’Amalienborg Palace, Christiansborg Palace, la Black Diamond Library, il Little Mermaid. Visitare  Aarhus, la Capitale Europea della Cultura 2017, una delle destinazioni preferite di Lonely Planet, conosciuta come ‘La città dei sorrisi’ è indubbiamente HYGGE.

 

Comunque, sulla scia del pensiero hygge, ho letto questo manuale, dono di una dolce amica per il nostro lieto evento:  Il metodo danese per crescere bambini felici e essere genitori sereni. Conosciuto anche con il titolo The danish way of parenting, una guida danese alla genitorialità disinvolta, di Jessica Joelle Alexander e Iben Dissing Sandahl. Il manuale propne questa tecnica, interorizzata dai genitori danesi, che si basa su sei semplici principi, le cui iniziali formano la parola “PARENT” (genitore): Play (gioco), Authenticity (autenticità), Reframing (ristrutturazione degli aspetti negativi), Empathy (empatia), No ultimatum (nessun ultimatum), Togetherness (intimità).

Il norvegese Lars Mytting ci racconta passo passo come si scelgono gli alberi, come si tagliano, come si accatasta la legna e come la si mette da parte per farla asciugare e poi, alla fine, bruciare. Perché leggere un libro del genere? Perché filosofeggio su ciò che è semplice, sviscerandone la complicazione.Titolo emblematico, un po’ ruffiano, di sicura memorizzazione per i suoi rimandi musicali (Beatles) e letterari (Haruki Murakami): Norwegian Wood .

Non ne uscite: c’è anche un Metodo scandinavo per vivere felici di Brontë Aurell, tradotto da A. Borin.

Con queste premesse, un successo garantito. Esce in Italia La guida scandinava per vivere 10 anni di più (La nave di Teseo) di Bertil Marklund. Chiaramente, un altro manuale per vivere non felici, ma di più. Va beh, si consiglia la lettura, se ne riparla a felicità acquisita.


http://www.telegraph.co.uk/expat/life/is-norway-really-the-most-liveable-place-on-earth/

Sara Bonfili
Sara Bonfili
Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. Sa che l'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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