Ritratti

Ab festival, Rinascimento, 4.0

Alla Mole Vanvitelliana di Ancona l’abfestival propone un nuovo Rinascimento, 4.0, dove aziende, artisti, umanisti e scienziati dialogano di innovazione, integrazione, futuro

Il punto di partenza, come spiegato sul sito ufficiale dell’abfestival giunto alla sua seconda edizione, è semplice: “La contaminazione tra artisti, scienziati, umanisti, riuniti alla stessa corte, operanti fianco a fianco per il bene e la ricchezza comune è il principio che ha caratterizzato uno dei momenti più innovativi della storia: il Rinascimento”. Allora se nei secoli successivi a ‘400 e ‘500 questa via è stata abbandonata, e il terreno del dialogo tra le discipline è diventato più arido, perché non riconsiderare invece questa contaminazione? Perché, in un momento storico in cui cambiamento più che mai è sinonimo di sopravvivenza prima ancora che di riuscita, in ambito economico, artistico, lavorativo, non cercare la chiave di volta per un Rinascimento 4.0?

Tramite l’equazione art+b=love(?), il festival combina l’arte con una variabile ogni volta diversa – la scienza, il mondo dell’impresa, il marketing territoriale, la formazione – raccontando le migliori pratiche a livello nazionale e internazionale in cui mondi apparentemente distanti si mescolano per produrre contenuti innovativi e possibili occasioni di crescita economica.
Per cinque giorni, dal 4 all’8 aprile, la splendida Mole Vanvitelliana di Ancona è diventata nuovo terreno di incontro tra arte e tecnologia, tra business e scienza, dove domande, confronti, provocazioni, dimostrazioni, hanno riunito la tradizione, rappresentata ad esempio dal lavoro di aziende del territorio e realtà artigianali, e scenari futuri, prospettati da artisti, informatici, letterati. 

Intelligenza artificiale, arte contemporanea, narrativa, case history aziendali di successo, Università, creatività e cultura, sono stati alcuni degli appuntamenti che hanno richiamato un pubblico numeroso, dalle 80 alle 200 presenze ad ogni incontro, per coinvolgerlo in questa sfida e ricerca in nome dell’innovazione. 



Artigianalità da Artisti del gusto

“Come realtà che rappresenta l’artigianalità e la tradizione che si rinnova da quasi 150 anni – siamo “nati” nel 1884il Cioccolato Trappisti ha partecipato all’abfestival per portare la sua cultura gastronomica. I suoi prodotti e il suo mestiere e chiedersi come, anche una impresa come la nostra, possa aprire la porta all’arte e alle novità tecnologiche, per continuare ad evolversi e offrire alla collettività il suo forse piccolo ma prezioso contributo”, dicono i responsabili dello storico marchio.

 

Il cioccolato

I romani scoprono il cioccolato, iniziano a usarlo negli ambienti delle catacombe di S.Callisto, a Roma. Ad inventare il prodotto moderno, sul finire del XIX secolo, furono i monaci trappisti, un ordine di derivazione cistercense che proviene dalla città di Trappes in Francia, e poi la loro ricetta viene esportata a Roma da alcuni monaci olandesi. Inutile dire che era buonissimo genuino:  la ricetta dei frati valse a questo cioccolato i riconoscimenti alla Fiera di Bordeaux nel 1896 e all’esposizione internazionale di Milano del 1906.

 

Il Cioccolato Trappisti è frutto del lavoro di un’azienda familiare che ha saputo conservare la qualità e la storia di un prodotto d’origine monastica.Sono passati 70 anni da quando la famiglia Rugghia ha iniziato la produzione di cioccolato, si sono alternate le generazioni e si è ampliata la distribuzione ma nell’esperienza di  quel gusto è possibile ritrovare ancora quelle caratteristiche che solo la passione e la cura di una famiglia possono garantire.Su cioccolatotrappisti.it scoprite la storia e il prodotto che ha il sapore del tempo.

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