Dibattito, cultura, Arte Futurista a Perugia

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Un reciproco scambio di visioni, mi dicono. Mi invitano “a guardare indietro mediante le lenti poste sulle cornici.”
“Looking forward” installazione di Gaia Scaramella, 2017

Perdersi e ritrovarsi proprio nel posto dove si vorrebbe essere.  Andare a  un corso professionale e ritrovarsi a poter visitare una bellissima mostra. 

Nel Museo civico di Palazzo della Penna di Perugia si trovano al momento tre esposizioni: la collezione “Joseph Beuys a Perugia” (1921-1986), sequenza di 6 grandi lavagne eseguite a Perugia (Rocca Paolina) il 3 aprile 1980 durante un incontro pubblico con Alberto Burri; la mostra temporanea “Tempo Liberato” costituita da opere e installazioni di talentuosi giovani, e lo spazio dedicato a “Gerardo Dottori e i futuristi (1888-1977)” un piano dedicato alla stora e alla produzione  del maestro futurista umbro.

Museo civico di Palazzo della Penna

Il museo civico di Palazzo della Penna ha sede nella residenza cinquecentesca della famiglia gentilizia perugina degli Arcipreti della Penna, che fu anche la casa dove  Ascanio della Penna nel XVII secolo e agli inizi del XIX il suo bis-bis nipote Fabrizio collocarono le loro importanti collezioni d’arte, purtroppo smembrate nel 1875. L’edificio è costruito sui resti di un anfiteatro romano ed ingloba un tracciato viario e tratti di mura della cinta urbana d’epoca medievale, è stato ristrutturato nei primi dell’Ottocento,  affrescato dall’umbro Antonio Castelletti. Oggi è sede di incontri e convegni oltre che del Museo civico e contiene la collezione di Gerardo Dottori, futurista umbro, che abbiamo visitato.

* Accessibile in parte ai disabili tel. 075 9477727 
Servizi: Bookshop e Spazio caffetteria BioArt Cafè tel. 075 7970096
Orario di apertura: > Area Accoglienza e Informazione; > Bookshop; > Caffetteria; > Sale attività culturali e laboratoriali
Dal Martedì alla Domenica ore 10.00 -18.00 

Info: tel. 075 9477727 
email: palazzodellapenna@munus.com

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Gerardo Dottori e i Futuristi

La collezione rende omaggio al suo maestro, nato in città nel 1884, scomparso nel 1977. Gerardo Dottori compiute le elementari lavora presso un antiquario per circa quattro anni, poi frequenta  l’Accademia di Belle Arti e, tra il 1904 e il 1905, inizia a dipingere secondo i dettami formali del Movimento Divisionista. Nel 1906 a Milano opera come riquadratore e pittore di stanze; poco dopo, disoccupato, è costretto a rientrare a Perugia. Nel 1912 aderisce al Movimento Futurista, firma il Manifesto futurista dell’Aeropittura insieme a Marinetti ed altri nomi di spicco del movimento e  nel 1941, concepisce il Manifesto futurista umbro dell’aeropittura. Ecco che, come si vede nella mostra, nelle opere di aeropittura compaiono panorami umbri, colline, laghi cristallini.

La visione, ricomposta dalla mente dell’artista, del paesaggio dall’alto, il drone un secolo prima del drone.


Sono le montagne ad affascinare più di tutte le altre cose Dottori, nella sua tela Forme Ascensionali (o Forze Ascensionali). Le montagne, evidentemente, più di altri elementi naturali interpretano il senso di potenza e dinamismo ascendente della natura, che questo futurista apprezza al pari dell’elemento meccanico, antropico, guerresco, esaltato da altri del movimento.

Fu docente nell’Accademia di Belle Arti, successivamente, dal 1940 al 1947 dirigerà l’istituto. Abbandona l’insegnamento nel 1967; partecipa alla Biennale di Venezia dal 1924 al 1942, come primo futurista; è regolarmente invitato a ogni Quadriennale romana fino al 1948 e a numerosissime esposizioni nazionali ed estere.

Nella mostra di Perugia spiccano, tra gli altri quadri che testimoniano il passaggio “classico” in tutte le fasi del Futurismo, i dipinti di tema sacro. Dottori è il primo e unico a tradurre in gergo futurista il tema religioso, con molta coerenza e forza. Dipinti che ancora oggi lasciano a bocca aperta e testimoniano l’originalità del genio perugino.

La mostra si conclude infine con un dipinto molto più naif ed espressionista, L’Inverno, realizzato da Dottori negli stessi anni degli altri, ma marcatamente diverso, che testimonia forse l’apertura e il senso di ricerca di questo eclettico artista.

 

In arrivo il video della collezione Dottori

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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