Parc Güell
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in volo

 

Beh, era giunto il tempo di un articolo del genere, dato che noi a Barcellona ci abbiamo vissuto nel 2003-2004 e ci torniamo volentieri a ritrovare le nostre radici e i nostri amici.

Oggi vorrei definire alcune tappe della città modernista che non dorme mai, della città delle olimpiadi, della città gotica, della città moderna, della città delle tapas, della città che non ha paura del terrorismo, della città dei Catalani, insomma della città dai mille volti.

Bcn in motocicletta
Avete mai girato Barcellona in moto? Toglietevi lo sfizio, è il mezzo più comodo oltre ai piedi

La Barcellona modernista e quella di Gaudì

Barcellona è modernista in ogni suo angolo, ma in modo poco sfacciato, poiché gli stili architettonici si integrano perfettamente.

L’Hospital de Sant Pau in Sant Antoni Maria Claret 167

Un esempio è l’Hospital de Sant Pau, di inizio Novecento, non più utilizzato, progettato da Lluís Domènech i Montaner e suo figlio, oggi sede di un museo sullo stesso ospedale. Si chiama per esteso “Hospital de la Santa Creu i Sant Pau” e si trova in Sant Antoni Maria Claret 167, nella zona dell’Eixample, a pochi passi dalla Sagrada Familia. E’ aperto per visite libere o guidate da novembre a marzo da lunedì a sabato dalle 9:30 alle 16.30, domenica e festivi dalle 9:30 alle 14.30. Invece da aprile a ottobre da lunedì a sabato: dalle 9:30 alle 18.30, domenica e festivi: dalle 9:30 alle 14.30.

 

Parc Güell
Parc Güell

Antoni Gaudì è uno dei portavoce e simbolo di Barcellona. Nato a Reus, è forse il massimo esponente  del modernismo catalano, però con una ispirazione personale basata principalmente su forme naturali e fantasiose tanto da essere avvicinato al surrealismo.

La Sagrada Familia è l’architettura più famosa e iconica a cui l’artista e architetto di Reus lavorò tutta la vita senza poter vederla conclusa. E’ quasi conclusa, a firma di un architetto giapponese, ma la fine lavori  è datata 2026. La chiesa è stata consacrata come basilica il 7 novembre 2010 da papa Benedetto XVI. Quando sarà conclusa sarà alta secondo i disegni 172,5 metri, punta più bassa in città soltanto del Montjuic.

Interessanti il crittogramma sulla facciata della Passione della chiesa, le vetrate interne che la colorano di mille nuances, la sua illuminazione notturna. Fino a pochi anni fa lo skyline della città evidenziava l’architettura della Sagrada coperta di gru, ora tutto questo è acqua passata: i lavori vanno verso la conclusione e le gru sono diminuite…

Dalla fermata del metro Liceu oppure Paseo de Gracia, camminando un pochino, si raggiungono le due altre architetture mitiche, Casa Milà, ovvero La Pedrera, che domina la città con i tanti camini dalle strane forme sul tetto, da cui si vede gran parte di Barcellona, a Casa Battlo, con i colori sgargianti del tetto e della facciata che ricordano la pelle di un rettile. Visitatele con le audioguide che ricostruiscono grazie alla realtà aumentata le forme originali e il loro usi quando ancora erano abitate.

Entrate e perdete l’orientamento guardando in su e in giù, attraverso elementi architettonici del tutto nuovi; vi sembrerà di essere nel ventre della balena di Pinocchio.

Ogni cosa è originale, addirittura i vetri delle finestre interne e le maniglie delle porte erano particolari e ridisegnati per un uso pratico e intelligente, come il fatto di essere meglio impugnate o di non disperdere il calore della casa.

 

Altre case firmate da Gaudì sono le meno note Casa Vicens commissionata dall’agente di borsa Manuel Vicens i Montaner e Casa Calvet, visibili dalla Rambla. C’è anche La Torre Bellesguard costruita da Antoni Gaudí tra il 1900 e il 1909,  ispirandosi al castello medievale, con nostalgie gotiche e novità moderniste di Martín I “el Humano”, ultimo re della dinastia catalana del Casal de Barcelona, che restò a Bellesguard fino alla sua morte avvenuta nel 1410.

In più, se non vi basta, per chi non lo conosce come altro simbolo di Barcellona, vi informiamo che c’è il fantastico panoramico e fantasioso, Parc Güell, nella parte alta della città, progettato da Gaudì come parco pubblico. Lo caratterizzano il mirador con le panchine e le balaustre moderniste decorate a mosaico, la “Plaza de la Naturaleza”, la sala ipostila con le famose colonne inclinate, le tante piante che lo decorano e la fontana a cascata con animali fantastici a metà tra lucertole e draghi.

Musicisti di strada in Piazza Catalunya
Musicisti di strada in Plaça Catalunya

La Barcellona dei mercati

Ne citiamo solo tre, i più storici, ma ce ne sono tantissimi, hipster o hippy che siano.

Bene, il primo che viene in mente è il più celebre, il modernista Mercato della Boqueria (1840), a tre quarti della Rambla guardando verso il mare, con portici che ospitano anche ristoranti e locali, frequentato da turisti in cerca di colori ma anche dai cittadini, per l’acquisto di frutta, carni, pescado e frutti di mare. Un grande classico, ma va visto.

Poi c’è il Mercato di Sant Antoni, datato 1882, tra i quartieri di Sant Antoni e l’inzio del Raval. Chiuso per anni è stato riaperto quest’anno. Qui si trova il pesce freschissimo sette giorni su sette e oggetti di seconda mano, tra cui i libri disponibili nel mercato la domenica. Il suo spazio verrà presto ampliato con un cambio di viabilità.

Il Mercato di Santa Caterina (1848), si trova nel Born, in Avinguda Francesc Combò, restaurato dall’italiana Benedetta Tagliabue e da Enric Miralles. Si può andare lun-merc-sab 7:30 alle 15:30; il martedì, il giovedì e il venerdì dalle 7:30 alle 20:30. Pane, dolci, frutta, verdura, pesce, carne, bar, caffetterie e ristoranti sono pronti a deliziarvi.

Ma attenzione, non guardate il cellulare mentre camminate, ma guardate la strada: come segnala questa scritta a cura del comune, in catalano: “1 morto ogni 3 sulle strade di Barcellona andava a piedi”!

Plaça Reial
Bandiere catalane alle finestre non mancano a Barcellona

 

La Barcellona delle librerie indipendenti

La Casa del Llibre

Uno dei posti migliori per perdersi e perdere di vista l’orologio, io lo facevo spesso in tempi in cui l’orologio era un’opinione e l’Erasmus lo permetteva.
La prima libreria che ricordo è La Central del Raval, che mi era comoda poiché la mia Università, la Ramon LLul, era nel Raval. Fornita, accogliente, occupa lo spazio di una ex cappella ed era forse quella che frequentavo di più. Non so se la più famosa, per me sicuramente sì.

La seconda è Casa del Llibre, nella Rambla de Catalunya, al n. 37, dove puoi ordinare qualsiasi cosa e assistere agli eventi e alle presentazioni dei libri.

Poi la libreria Laie del CCCB, il Centro de “Cultura Contemporánea de Barcelona”, vicinissimo al Museo Macba e specializzata in arti e cultura contemporanea e quella del FNAC, centralissima, in Plaça Catalunya. Entrambe molto di passaggio se frequentate il mondo universitario e giovanile.

La Barcellona delle spiagge

Al contrario di quanto si può pensare, il mare di Barcellona è limpido e le spiagge libere sono pulite.
Al mare si arriva con la linea Gialla della metro. Ecco un elenco che fa contenti tutti: La spiaggia della Barceloneta per i turisti; la spiaggia Nova Icaria a cui si arriva a piedi dalla fermata Ciutadella-Villa Olimpica; la spiaggia del Bogatell adatta alle famiglie; la spiaggia Mar Bella frequentata dai nudisti, con un punti di incontro famoso, il “chiringuito BeGay”; le spiagge Nova Mar Bella e Llevant a cui si arriva a piedi dalla fermata della lina gialla Selva de Mar.

Per essere sinceri espressioni di nudismo e topless si vedono un po’ ovunque, ma si sappia, a Barcellona questo scandalizza forse solo gli italiani…

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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