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Spagna e neve, Pireneo Occidentale: Andorra

Categorie Spagna, Touring Europe
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Le piste del Pireneo Andorrano

Oggi andiamo in Andorra!

Il luogo dove gli spagnoli amano sciare, il Principato con la sua amministrazione e con le sue leggi autonome, il paradiso fiscale noto a molti, per via della non appartenenza alla UE.

 

Uno dei luoghi sul Pireneo occidentale amato da catalani e francesi, la confluenza, nonostante la montagna che la ospita, di tante culture. Infatti la sua capitale Andorra la Vella(letteralmente Andorra la Vecchia) si chiama in spagnolo Andorra la Vieja, in francese Andorre-la-Vieille, in occitano Andòrra la Vièlha, mentre in catalano Andorra riceve l’appellativo de “la Vela”, che significa “città”.

Andorra la Vella è la capitale del Principato, il centro commerciale ed economico del paese con le sue tante banche molto amate poichè questo sterello della grandezza di San Marino è un vero e proprio paradiso fiscale, non è membro dell’UE anche se si usa l’euro come valuta grazie a particolari accordi doganali.  L’80% del PIL è costutuito dal turismo: 14 milioni di turisti ogni anno. Bella incastonata tra le montagne è dsegnata dai due torrentice si congiungono nella Valida, fiume coreografico che scorre sotto a un antico ponte, il ponte Margineda, risalente al IV secolo. Importante storicamente quanto il Margineda, c’è la chiesa di Santa Coloma, la più antica di Andorra La Vella (X secolo), con affreschi molto antichi e l’icona su legno della Madonna della Misericordia (XII secolo).

Andorra la Vella si raggiunge in un paio d’ore da tutti gli areoporti vicini: Tolosa, Girona, Perpignan e Barcellona; c’è anche una stazione, francese L’Hospitalet-près-l’Andorre, che indica che questa è la località d’occitania più vicina ad Andorra da cui si può arrivare con il collegamento di autobus.

La patria dello Sci spagnolo

La località sciistica Ordino-Arcalis a Vallnord è ambita dagli sciatori europei perché raggiunge picchi di 2600 metri che consentono di sciare molto e molto a lungo nella stagione. Si può dire che Vallnord è la più famosa, con oltre 300 km di piste per tutti i gusti, godendo di un panorama mozzafiato. C’è la possibilità di fare snowbord nello Snowpark Vallnord e di provare le attività notturne nel parco Naturlandia, aperto anche d’estate con tutti i percorsi avventura per i bimbi.

Si scopriranno i segreti dei boschi de camminando con ciaspole e racchette, arrivando fino al rifugia di Pimes, a 2170 metres d’altitudine, scendendo per cenare con aperitivo e menu tipico andorrano nel locale la Borda de Conangle, a 2050 metri. Si si è maggiorenni e si possieta la patente di guida, può fare un giro con le motoslitte passando per il mirador (la terrazza panoramica) de Bescaran. Prenotazioni con un minimo di de 48 hores d’anticipo.

Una curiosità è la presenza dell’Orri de la Coma del Forat, una costruzione tipica circolare o ovale coperta di pietra, che a noi italiani ricorda un po’ i trulli, che serviva per custodire il bestiame, mungere vacche e pecore e fare il formaggio. Si raggiunge dalla stazione Vallnord-Arcalís (alla fine della strada CS-380). Nella zona del Rat, infine, si possono scoprire le tracce per passato, delle capanne di pietra dove la vita rurale era concentrata nelle attività di cura el bestiame.

La neve a 360°: vacanza con prove di orientamento

Se ne inventano di tutti i colori: per chi non scia Grandvalira y Vallnord-Pal Arinsal  organizzano l’attività di orientameto nella neve, bussola e mappa alla mano, per interpretare i sengali del bosco e le tracce di animali. Un foglio per annotarsi i punti di riferimenti, e un’ora di tempo per ritrovare la strada che viene assegnata, un’attività sportiva per grandi e piccoli, o addirittura per costruire un certo team building proprio come si fa per i lavori aziendali.

Vista di Andorra la Vella

Non ti piace lo sci? Ecco i tanti musei della tradizione

Un museo sullo sviluppo di Andorra nel XIX secolo, con tutte le tradizioni che gli antenati degli abitanti di oggi hanno conservato: i costumi, i lavori, l’arrivo delle prima fonti di energia e la costruzione delle infrastrutture. Tutto ciò che questi paesi dei Pirenei, così isolati e lontani dalle grandi città borheei, avevano mantenuto a lungo. E come è iniziato il massiccio sviluppo del turismo di montagna.

A proposito di tradizione: le Feste invernali andorrane

Il 17 gennaio e il 20 gennaio si celebra la diada dei patroni, Sant Antoni e  Sant Sebastià, con messa e mangiate in compagnia. Infatti qui come in tante località di montagna, le festività religiose sono legate al cibo; qui si organizzano le escudellas, gli assaggi del piatto tipico invernale catalano-andorrano, che corrisponde grosso modo al nostro “lesso di carne”.

L’escudella de Sant Antoni viene organizzata il 17 gennaio in plaça Guillemó  a Andorra la Vella, a Escaldes-Engordany nella plaça dels Dos Valires.

Quella di Sant Sebastià a Sant Julià de Lòria il 20 gennaio, in plaça de la Germandat de Sant Julià. Si può mangiare in piazza dalle 13 in poi, il tutto è organizzato dai comuni.

Come si prepara questo piatto tipico?

Facciamo un excursus tanto per entrare nell’atmosfera andorrana: per 6 persone servono 500 g di garretto di manzo
300 g di orecchio e di muso di maiale
300 g di patate
300 g di gallina
200 g di butifarra negra (salsiccia locale)
150 g di ceci (lasciati in ammollo una notte)
100 g di pancetta grassa
100 g di carne magra di maiale
100 g di pasta da brodo
4 ossi di manzo 3 spicchi d’aglio tagliati sottili
2 uova
1 fetta di pane bagnata nel latte
1 rametto di prezzemolo tagliato fine
1 gambo di sedano
1 piedino di maiale
1 verza
1 carota
1 cipolla
1 rapa
Sale
Si pongono il garretto, la gallina, la pancetta, gli ossi di manzo, l’orecchio, il muso e il piede di maiale in una pentola, il tutto ben coperto d’acqua, e si mette sul fuoco. Trascorsa un’ora si aggiungono il sale, i ceci, la rapa, la carota e la cipolla sminuzzate, la butifarra e il sedano. Si controlla la carne per ritirarla dal fuoco quando raggiunge il punto ottimale di cottura. La carne magra, la pancetta grassa, l’aglio, il prezzemolo e il pane si passano nel tritattutto. Si aggiungono poi le uova e un pizzico di sale, mescolando tutto. Con l’impasto ottenuto si preparano delle polpette che si aggiungono al brodo di cottura. Una volta che la carne è pronta, si ritira la pentola dal fuoco e si cola un poco del brodo in un altro recipiente, dove si bolliranno le patate e la verza a pezzi. Quando il tutto è cotto, si tolgono gli ingredienti e si utilizza il brodo per cuocere la pasta. Si serve prima la zuppa e poi il piatto con la verdura e la carne.

 

Le tante Spa per rigenerarsi

Torniamo a noi.

Una vacanza in Andorra è anche un’occasione di relax e cura di corpo e spirito.
Un esempio di ciò sono le spa dell’hotel termale Carlemany, ina vinguda Carlemany 4 ad Andorra la Vella. Costruito più di 60 anni fa nella zona della Escaldes-Engordany, come uno dei primi esempi di hotel con terme e spa, l’Hotel Spa Terme Carlemany. La zona dedicata al benessere sfrutta la fonte del Roc del Metge, da cui l’acqua esce a oltre 70 gradi. L’acqua termale che viene utilizzata, ricca di calcio, sodio, iodio, è molto utile per curare piccoli fastidi ed offre tanti vantaggi per la salute.

L’Hotel Carlemany situato nell’omonima via

L’hotel presenta tutti i comfort e prezzi vantaggiosi anche per le famiglie, grazie ai pacchetti presenti nei più noti siti di prenotazione online, da booking a staforlong. Oltre alla Spa, ogni camera ha la Wi-Fi gratis, l’acqua termanel nel bagno della camera, accesso alla sala fitness, e ristorante à la carte.

La spa più grande d’Europa

Certamente lo è, lo testimonia la sua fama e la scelta di migliaia di turisti. La Caldea, nata all’incirca vent’anni fa, è tuttora il più grande centro termo-ludico del Sud dell’Europa. La Caldea è stata definita la spa più bella del mondo: 35 fonti termali, ricche di zolfo e di sali minerali, a 70°C .  Tutti i tipi di bagni termali e di jacuzzi, trattamenti e piscine, in una architettura moderna che fa ampio uso del vetro e dell’acciaio, firmata da Jean-Michel Ruols.

 

Alcuni consigli su dove dormire

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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