Rotterdam, il nostro documentario

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http://www.pinkfusion22.com/2018/06/02/olanda-rotterdam/

Le Cube houses a Rotterdam

A documentary about Rotterdam, filmed during the North Sea Jazz Festival. With an interview to the founder of the North Sea Round Town. A beautiful city and his surroundings.

All the symbols: the pear, the Erasmusbrug (Bridge), the Piet Blom cubik houses, the Euromast tower, The Hotel New York and the bicycles!

An then, travelling to Delft, the pottery art city, and the town of philosopher Grotius and painter Johannis Vermer.
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Un documentario su Rotterdam, filmato durante il North Sea Jazz Festival, con molti eventi e un’intervista al fondatore del North sea Round Town.

Ci sono tutti i simboli della città! Il porto, le case cubiche di Piet Blom, L’Erasmusbrug (Il ponte Erasmus), l’Euromast tower, The Hotel New York e le biciclette!

Un salto poi nei dintorni della città, nella bella Delft, patria del filosofo Grotius e Johannis Vermeer e città della ceramica.

https://www.youtube.com/watch?v=YvdT-ZxMNUw

l’aeroporto di Rotterdam

Oggi visitiamo Rotterdam, con i suoi canali e il suo famoso skyline, una più grande metropoli europee.

Della città si nota la visione architettonica complessiva: durante la II guerra mondiale, il 14 maggio 1940 la città fu distrutta da un bombardamento tedesco: è stata ricostruita con grandi palazzi architetture che ricordano la tradizione del nord europa e grattacieli moderni.

La città appare innovativa in tutti i suoi lati, guardate le forme dei suoi grattacieli: obliqui, poligonali e a vari ivelli, originali. I palazzi a  cubi inclinati a 45 gradi gialli e bianchi sono le famose case cubiche di Piet Blom, le Boom-woningen o le Kubs-woingen, ideate negli Anni 70, tra i posti più visitati. Il complesso architettonico ospita anche un museo dedicato al progetto, il Kijk-Kubus, dove ai visitatori viene raccontato come si vive in una casa cubica econsentito di entrarvi.

La stessa Central Station è un pezzo di desing. Collegata naturalmente alle varie parti della città dalla metropolitana.  Di fronte, in Verlengde Nieuwstraat,  c’è il mercato coperto più grande d’Olanda, il Markthal,  progettato dallo MVRDV Architects, con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo e con le sue pareti vetrate. Non è soltano un marcato perchè nella parte superiore si trovano case private ed uffici, come si nota dalle quasi impercettibili finestre. Come tanti mercati europei trzdizionali, primi fra tutti quelli di Barcellona e Valencia al suo inerno si posson acuqistare verdura, frutta, carne e pesce fresco, verdure frutta, ma anche consumeare u pasto in uno dei molti ristoranti. Il mercato è alto 40 e la sua volta è enorme: misura 11.000 metri quadrati, ed è decorata all’interno con dei splendidi murales di vegetali e fiori, tanto che è sosprannominata è la Cappella Sistina di Rotterdam.

Anche l’Euromast è caratteristica, la torre panoramica che si riconosce da tutta la città e che può essere appunto una sorta di bussola o Tour Eiffel di Rotterdam.

CI spostiamo e raaviamo nelal zona portuale dino al ponte Erasmus o Erasmusbrug il celebre ponte  sul fiome Maar, la Mosa, dedicato all’erudito filosofo che qui nacque e che girò il mondo. Collega la parte nord con al parte sud della città.
Il ponte è eneorme e basculante, e quindi vibra!  tanto che si può ascoltare il rumore della vibrazioen dei suoi elementi e il fatto fa anche un po’ paura per gli impressionabili.

Ascoltate il nostro viaggio qui!

Non lontano dal ponte Erasmus c’è il vecchio ufficio dell’ Holland American Lion, la compagnia di navi merci e passeggeri che vcollegava gli stati uniti per la prma volta con il vecchio continente passando da qui. Oggi si chama HOTEL New York ed è pieno di fascino d’antan come si suol dire.

Ci godiamo anche un po’ di vita notturna, che a Rotterdam inizia già nel pomeriggio grazie al festival che prima si teneva a DEN HAAG (L’Aja) e che da qualche anno ha fatto di questa città una delle capitali europee del jazz. Da ricordare che in estate qui il sole tramonta molto tardi, dunque la vita all’esterno dei locali è molto piacevole.

Il secondo giorno è dedicato al jazz: nella famosa libreria Donner Bookshop che si trova al numero 150 di Lijnbaan  si tiene una conferenza con proiezione di una documentario su Billie Holiday, naturalmente in Inglese. Seguiti da jazz live.

E inoltre, il porto, i locali, le interviste, Delft!

Guardate il documentario di Sara Bonfili per scoprirla.

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https://www.youtube.com/channel/UCj_DzmEpKqQU4dCMWO8T-xQ

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La bella Delft

Arriviamo poi a Delft, a venti minuti da Rotterdam che raggiungiamo in treno. Guglielmo d’Olanda le concesse l’appellattivo di città nel 1246 e in effetti non manca di nulla, elegante, monumentale nel suo centro, raccolta e piacevole nelle altre zone, è circondata di canali, ed è molto vissuta naturalmente a piedi e in bicicletta, ed è famosa per l’arte ceramica!

Davvero scenografico è il Municipio di Delft, in olandese “Stadhuis van Delft”,che  sorge nella piazza centrale, apposto alla altrettanto bella Nieuwe Kerk, la “chiesa nuova”, con un campanile di oltre 80 metri. Nella piazza si trova anche la statua dedicata al giurista, filososo e poeta Grotius che proprio da questa città proveniva e all’ombra del quale ci riposiamo un po’.

Non solo, anche il pittore Vermeer, che si chiamava Johannes Vermeer van Delft era di qui, ed è omaggiato anche con un museo, il Veermer Centrum. Gallerie d’arte e souvenir ricordano questo importante nome dell’arte barocca con riproduzioni della sua opera più nota,”La ragazza con l’orecchino di perla”. Vermeer riposa nella Oude Kerk, la “chiesa vecchia”.

Camminando arriviamo al BeestenMarkt, un qualtiere rilassante e dedicato all’intrattenimento e alla ristorazione. Anche gli olandesi amano il riposo, il gustare i sapori tipici ma soprattutto l’utilizzo dello spazio pubblico per l’incontro con l’altro, cosa che forse dovremmo riprendere a fare anche noi italiani, per godere del sole e alzare più spesso il naso dai nostri telefoni cellulari. In generale qui si respira benesser e senso civico, va detto. E, ma è superfluo ricordarlo, è facile orientarsi, tutti parlano inglese e le indicazioni in metro e treni riusciamo a capirle grazie a … un po’ di conoscenze filologiche!

Sara Bonfili

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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