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La street art sta diventando un’arte diffusa. Molti sono i paesi e i quartieri di città in Italia dove questo tipo di espressione è spiccata e che diventano per questo mete turistiche. Oggi ve ne consigliamo 3, ma torneremo sul tema con altre proposte.

 

 

Braccano

Braccano (MC)

Matelica, insediamento piceno, poiu municipio romano è conosciuta per il Verdicchio, per il suo Teatro Piermarini (che prende il nome dell’Architetto della Scala di Milano) ed è stata premiata nel 2017 e 2018 con la SPIGA VERDE, l’omologo delle bandiere blu per le zone dell’entroterra.

Sulla strada che da Matelica, in provincia di Macerata, porta alla riserva del M. San Vicino e nella faggeta di Cainfaito si trova Braccano, abitato oggi da meno di 150 persone ma decorato da murales e per questo motivo famoso. E’ la più grande frazione di Matelica e si trova a 454 m slm ed è il preludio a una bellissima passeggiata che porta a un luogo incontaminato, l’antica Abbazia di Roti.

Hanno inziato a decorare le mura di case, cantine e fienili, gli studenti dell’Accademia di Brera, di Macerata e di Urbino dai primi anni Duemila, poi sono stati inviati artisti artisti locali e successivamente la fama si è allargata tanto che vi hanno messo mano autori provenienti da tutto il mondo. Da maggio 2016 Braccano si è arricchita di 27 nuovi murales a vario tema. Diversamente da altri paesi il tema è lasciato alla libertà degli artisti (“Natura”, “Spighe”, “Luna Blu”, “La vespa” alcuni dei titoli) e a oggi sono addirittura 75 i disegni.

Da vedere nelle varie sfumature del giorno, e passando attraverso l’abitato che si allunga al ridosso della strada principale, offrendo tante opere d’arte lungo un percorso tutto speciale verso la fantasia e la montagna.

Recentemente arricchiti da un lupo in 3D dipinto dall’artista Massimo Melchiorri, che ha trasformato lo spigolo di una casa nel muso di un lupo, ancora presente sui monti Sibillini e tra le nostre “macchie”. Vanno visti assolutamente anche come punto di passaggio verso il Monte San Vicino e la sua Riserva Regionale.

 

 

Braccano

Braccano

Braccano

a Braccano

 

Cacciano (AN)

Frazione di Fabriano, Cacciano è un piccolo presepe, colorato e arroccato alle pendici del Monte Magg

La signora Italia dipinta a Cacciano (AN)

La signora Italia dipinta a Cacciano (AN)

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Le sue case sono ricoperte da oltre un decennio da murales a vario tema.

Ideato da Mariangela Bassetti e Renzo Barbarossa, l’una attiva abitante della frazione fabrianese, l’altro riconosciuto artista locale. I due hanno carpito l’idea dal famoso paese dei murales  in provincia di Bologna, DOZZA, notando che aveva le stesse caratteristiche della frazione fabrianese: strade chiuse e poco frequentate, posizione arroccata su un colle, abitazioni antiche da valorizzare. Questa festa artistica è diventata la “Sagra della cultura”, fino a qualche anno fa. Si sono poi avvicendate associazioni e inziative culturali che hanno adottato l’idea artistica, come InArte  e l’artista Massimo Melchiorri, e ora è il circolo Fenalc di Cacciano che porta avanti la cosa, chiamando a partecipare artisti di volta in volta diversi.

La questione ha raggiunto una grande risonanza, tanto che sono molti i turisti che visitano i paesino solo per questo motivo, e certamente l’intenzione iniziale andrebbe perseguita.

Un murales di Massimo Melchiorri a Cacciano

Un murales di Massimo Melchiorri a Cacciano

Lo scorso anno si è aggiunto un vero e proprio capolavoro, quanto a somiglianza del soggetto, delicatezza e dovizia di dettagli: il ritratto della novantenne signora simbolo del paese, Italia, che è stata ritratta dall’artista jesino, tatuatore e “street artist” Federico Zenobi, che ha dipinto anche nel quartiere San Giuseppe di Jesi. La piccola donnina, timida e lavoratrice, è stata ritratta a sette metri per cinque, al lavoro con vaso di fiori, ed è stata anche intervistata dalle tv locali per questo “onore” a cui non era ancora troppo pronta…

 

Le pietre sonore di Pinuccio Sciola a San Sperate

Le pietre sonore di Pinuccio Sciola a San Sperate

 SAN SPERATE (CA)

Qui si trova il Giardino sonoro dell’artista PINUCCIO SCIOLA, un nome importante per la Sardegna e per l’arte italiana a lvello internazionale.

Pinuccio Sciola è nato a San Sperate nel 1942. Liceo Artistico di Cagliari,  Magistero d’arte di Firenze, Accademia Internazionale di Salisburgo dove segue i corsi di Kokoscha, Kirchner, Vedova e Marcuse. In questo stesso periodo compie viaggi studio in molte delle maggiori città e dei musei d’Europa e conosce Manzù, Sassu, Moore, Wotrube. Nel 1967 trascorre un anno in Spagna per studiare all’Università della Moncloa a Madrid e l’anno successivo è a Parigi. Quindi un artista formatissimo, con una grande carriera, dalla Sardegna a Città del Messico, dove lavora con il grande muralista David Alfaro Siqueiros. Artista che abbiamo gia raccontato in questo video dedicato all’ARTE MESSICANA DEL XX SECOLO.

Di ritorno nel su paese inizia a trasformarlo in un “paese museo” pieno di murales.

Esperienze nella Biennale di Venezia, nella Quadriennale di Roma e in tante altre importanti rassegne internazionali.  Negli anni ’90 le sculture di Sciola sono esposte nel Parco del Castello di Ooidonk in Belgio, nel Palace Trianon di Versailles e nel Parco del Centro Kunst Project di Barndorf Bei Baden, a Vienna.

E poi, nel 1996 nascono le Pietre sonore, esposte per la prima volta nel 1997 a Berchidda, in Sardegna e ora a San Sperate. Nel 2011 all’Istituto italiano di Cultura a Madrid inaugura l’esposizione “Città sonore” ed ecco che l’idea della pietra che suona inizia a girare, e oggi è la caratterstica principale di questo paese d’arte, San Sperate, dove a Villa delle Rose viene realizzato “Impianto Sonoro Scolpito”, un percorso che propone all’arte e il suono delle Pietre sonore sotto forma di installazione interattiva.

Di recente, il 27 gennaio 2019, l’artista sarda LUGHIA, che abbiamo intervistato in occasione di una sua mostra qui,  ha posto una sua insegna “d’arte” nella città delle pietre sonore, indicando un’ “Area del rispetto del sentire”. Lughia ci ha accompagnato nella nascita del blog, perché un racconto di una sua mostra è stato fatto proprio in apertura della nostra esperienza di bloggers.

L’area indicata dall’insegna di Lughia sarà però inaugurata a maggio 2019, poiché per le cattive condizioni atmosferiche l’evento di inaugurazione programmato a fine gennaio è saltato. Ad ogni modo il posizionamento dell’insegna ha aperto il programma del Festival di Sant’Arte 2019.

Il “Giardino Sonoro” è la terza delle quattordici tappe de “I LUOGHI DEL SENTIRE”, progetto di Lughia legato ai luoghi in cui si sollecita una disponibilità all’ascolto della propria anima, come è successo nella “Casa degli Artisti” a Sant’Anna del Furlo, nelle Marche, di cui abbiamo già parlato, centro di opere  di Land Art e in  in Sardegna nel comune di Banari nella Chiesa della Madonna di Cea.

Da non perdere quindi l’appuntamento di primavera, anche come occasione per scoprire SAN SPERATE.

L’insegna di Lughia a San Sperate

 

Editorial manager del blog. Sara Bonfili è PhD in Italianistica e giornalista pubblicista. L'enciclopedismo umanista un tempo rendeva l'uomo felice, così le hanno insegnato a scuola. E pur essendo una donna, non ha ancora mollato.

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