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E’ un’eccellenza marchigiana, si tratta della collezione di Claudio Veneri di pianoforti storici o fortepiani, una trentina di pezzi pregiati, alcuni dell’età di Mozart, altri dell’età di Beethoven: orginali restaurati, mantenuti in tutte le loro particolaristà, dal colore del legno alle campanelline tipiche di fine settecento.

 

Lo sapevate? Si tratta delle cosiddette “turcherie”: non ne avevo mai viste prima. Meccanismi azionati dai pedali, la  grancassa, o il suono tipico dello strumento ad ancia doppia, oltre ai campanelli di metallo percossi da piccoli martelletti metallici. Si chiamano così perché sono stati filtrati dalla cultura viennese di fine ‘700 come elementi tipici della musica turca dei giannizzeri.

Il Museo del Pianoforte Storico e del Suono, uno dei gioielli dell’Accademia dei Musici di Fabriano, che ha la sua sede nel complesso del San Benedetto, ex monastero, è oggi ai Musei Civici di Pesaro. Alcuni pezzi, non tutti, sono stati trasferiti lì per l’anno rossiniano che ha ricordato il 150esimo anniversario della morte del compositore pesarese, e proprio in questa settimana si concluderanno tutti gli eventi, nei quali è coinvolto anche il Museo del Pianoforte.

Valerio Veneri, fratello del M° CLaudio Veneri

Valerio Veneri, fratello del M° CLaudio Veneri

Il direttore artistico Claudio Veneri ci aggiorna con una notizia: “Questo museo che raccoglie  gli strumenti originali che hanno fatto la storia della musica riaprirà i battenti il 31 marzo 2019, nella sua sede Fabrianese, dopo esser stato attivo a Pesaro.”

Una buona notizia e un invito quindi a visitare il Museo del Pianoforte Storico e del Suono.

Ecco il nostro racconto.

Video e montaggio di Sara Bonfili

Questa è una mia intervista dell’anno scorso:

Fateci sapere cosa ne pensate! #fabrianocultura

 

Il pianoforte di Verdi suona all’Accademia dei Musici

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