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Il Don Chisciotte di Alessio Boni chiude la stagione di prosa in abbonamento con un’esclusiva regionale al Feronia di San Severino Marche

Alcune immagini di scena di Alessio Boni in don Chisciotte

Un florilegio di mirabilia e trovate sceniche bellissime: il don Chisciotte di Alessio Boni, mercoledì prossimo (10 aprile) arriva al Feronia, in esclusiva regionale, per chiudere la stagione di prosa in abbonamento dei Teatri di Sanseverino.

Con Boni, volto noto della fiction di casa nostra – il suo nome compare anche nel cast de “Il nome della Rosa” – ma anche del grande schermo – cui è approdato nel 2003 con la “Meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana – sul palco ci saranno anche Serra Yilmaz, Marcello Prayer e tanti altri straordinari attori per l’ennesima serata che si preannuncia da tutto esaurito.

Liberamente tratto dal romanzo di Cervantes, e adattato da Francesco Niccolini, lo spettacolo, per la regia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer, affascina e incanta riproponendo, a suo modo, un capolavoro della letteratura.

“Chi è pazzo? Chi è normale? Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici? – si chiede il protagonista, Alessio Boni, che da solo risponde – La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani. L’animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L’uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire? Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l’ha reso immortale. È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole predeterminate che, a loro volta, ci determinano? – si chiede ancora Boni, che torna a rispondersi – Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete, avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione, sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno”.

Presentando il don Chisciotte di Alessio Boni, i Teatri di Sanseverino ricordano anche l’appuntamento, una assoluta novità, in cartellone per sabato prossimo (13 aprile). Il Feronia ospiterà, infatti, Mirco Abbruzzetti e Rebecca Liberati in “Essere Postmezzadri”. Biglietti in vendita presso il circuito CiaoTickets e l’agenzia viaggi Movimondo.

 

 

 

 

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