Tutto il bello di Senigallia, nelle Marche

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Il centro Italia, da dove provengo, fu anche la culla del Rinascimento. Urbino è un comune italiano di oltre 14 mila abitanti. Dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO. Urbino è un luogo sempre bello da vedere, dove vado spesso per i corsi dell’Ordine dei Giornalisti e centro culturale molto vivace.

L’antico Ducato di Urbino o Ducato di Montefeltro, prima dei Montefeltro e poi dei Della Rovere, di cui avremo certamente modo di parlare, ci conduce anche a Senigallia, la famosa località della “Spiaggia di velluto” e della Rotonda sul mare, sì quella cantata da Fred Bongusto.

Abbiamo visitato il foro annonario di Senigallia per la Festa dello Champagne che si tiene ogni anno

Abbiamo visitato il foro annonario di Senigallia per la Festa dello Champagne che si tiene ogni anno ph@sarabonfili

 

Senigallia è spettacolo!

Tra gli eventi spettacolari che si tengono in questa città ne citerei 3: Il CATERRADUNO, IL SUMMER JAMBOREE il più grande raduno musicale di cultura e musica degli anni  Cinquanta che si tiene in Italia,   e la FESTA DELLO CHAMPAGNE  . Noi e vi rimandiamo agli approfondimenti linkati.

 

Senigallia è Cultura!

Peredersi nelle vide del centro è molto interessante ed educativo perché questa cittadina è elegante e fortificata, segno delle dominazioni passate. Ogni angolo nasconde un piccolo tesoro storico. Come il lungo fiume Misa e il ponte 2 Giugno che conducono in centro per esempio, oppure i Portici Ercolani, progettati da monsignor Giuseppe Maria Ercolani a metà del XVIII secolo, in 126 arcate di pietra d’Istria. Avevano lo scopo di creare uno spazio commerciale, come ad esempio avviene nella vicina Ancona, dove la zona commerciale degli Archi è stata rivalutata con progetti artistici (leggi il nostro approfindimento).

 

vie del centro a Senigallia

vie del centro a Senigallia

Il Palazzo del Duca

Situato davanti alla Rocca Roveresca, fu eretto a metà XVI secolo per volere di Guidobaldo II Della Rovere, su progetto dell’architetto Gerolamo Genga. Successivamente Francesco Maria II Della Rovere decise di ampliarlo. Lo completa un’ampia piazza, con la fontana della Piazza, decorata con leoni di pietra.

fontana di fronte al Palazzo del Duca Senigallia ph@sarabonfili

 

Adibito a dimora di rappresentanza per la corte e per i suoi ospiti illustri, il Palazzo del Duca non ha il cortile, mentre la sala del trono è impreziosita da un soffitto a cassettoni attribuito al pittore Taddeo Zuccari.
Il bel Palazzo del Duca è oggi una sede espositiva. Vi abbiamo visitato la mostra sul noto fotografo Doisneau, e se ve la siete persa, dovete assolutamente vedere il nostro reportage qui.

La Rocca Roveresca

Anche per la Rocca Roveresca torna il nome del riformatore religioso e committente di tante rocche del centro Italia, il cardinale Egidio Albornoz (guarda il video e leggi l‘excursus su Spoleto in Umbria) .

ph@sarabonfili

 

La Rocca  di Senigallia fu voluta da Egidio Albornoz nel 1350 come ampliamento dell’antica torre di pietra. Prima rocca residenza di Sigismondo Pandolfo Malatesta e poi Giovanni Della Rovere nell’ultimo quarto del XV secolo. La Rocca venne  poi adibita a carcere pontificio: come sempre accade nelle prigioni, andiamo a scoprire i graffiti sui muri del prigionieri – stessa storia la possiamo raccontare riguardo la Domus Magna di cavalese, Trento e sulla Rocca di Gualdo Tadino – (guarda il nostro video che parla della rocca e dell’anima artistica del paese).

La Rocca di Senigallia  è prigione fino al periodo postunitario, poi, affittato alle suore del Protettorato di San Giuseppe, fu ricovero e cura dell’infanzia abbandonata per orfani di guerra e figli di carcerati.

Di nuovo, in una storia che riguarda anche altri edifici civici nei periodi turbolenti di guerre mondiali e di povertà postbellica, fu considerata un utile e capiente contenitore da adibirsi ad indifferenziate funzioni di pubblica utilità della città, magazzini di generi di sussistenza militare, casa del fascio e caserma, biblioteca. Stessa sorte abbiamo scoperto ha avuto la casa di famiglia, che abbiamo visitato, del compositore di Maiolati Gaspare Spontini, come ci ha raccontato il suo maggior studioso, Marco Palmolella.

Nel 1947 il Comune di Senigallia propone di collocarvi un insieme di istituzioni culturali cittadine (pinacoteca, biblioteca, ecc.) e nel 1953, la Soprintendenza propone nella Rocca l’istituzione di un Centro Studi sulla Storia e sull’Architettura Militare nelle Marche. Nel 1970 la Soprintendenza istituisce nella Rocca un Museo dei Centri Storici delle Marche e Centro di Ricerche e Documentazione. Oggi la si visita in tutta la sua bellezza.

Robert Doisneau: le Temps RetrouvéLe baisier de l'Hotel de Ville (dettaglio) in mostra a Senigallia

Le baisier de l’Hotel de Ville (dettaglio) in mostra a Senigallia, ph@sarabonfili

EVENTI

La mostra “Isole del Montefeltro” a cura di Riccardo Tonti Bandini  ha raccontato dal punto di vista di diciotto artisti la storia di Senigallia e della sua fortezza. Gli artisti in mostra: Silvio Cattani, Deborah Coli, Franco Cingolani, Frank Dituri, Giancarlo Lepore, Mauro Manetti, Bruno Mangiaterra, Bruno Marcucci, Pino Mascia, Nevio Mengacci, Rocco Natale, Leonardo Nobili, Alessandro Petrolati, Gian Luca Proietti, Florindo Rilli, Paolo Soro, Michele Alberto Sereni, Lorenzo Dilo Uccellini.

Si è appena concluso il Festival del noir e del giallo civile 2019 “Ventimila righe sotto i mari” .
Tra gli incontri c’è stato un dibattito su Vincenzo Consolo e l’Ignoto Marinaio, tenuto dal critico Massimo Raffaeli.
Poi il “Giallo ragazzi” con Alfonso Cuccurullo e Federico Squassabia, un viaggio tra personaggi e ambientazioni noir e con tanti autori per bambini.

 

 

Si chiude invece oggi 31 agosto 2019 l’antologica su GALIMBERTI, fotografo di fama internazionale, noto al pubblico per i suoi “collages” di polaroid. Ne abbiamo parlato approfonditamente proprio in questo articolo.

 

L’evento è realizzato dal Comune di Senigallia, in collaborazione con l’Atelier Robert Doisneau e con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi, ed è curata da ONO artecontemporanea.

thepinkfusion redazione

Pinkfusion22 è un sito culturale indipendente basato sulla narrazione del bello. Testimoniamo e narriamo con la professionalità dei giornalisti, vagliando le fonti, approfondendo le notizie. Dietro e a volte davanti alla telecamera c'è Sara, giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Letteratura. Talvolta contribuiscono i redattori Giulio e Marco e disegna la fumettista JFM.

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