Tra Romagna e Marche, il San Bartolo

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Visitiamo il Monte San Bartolo!

Tra Marche e Romagna c’è un polmone verde bello da ammirare e da vivere con mille attività sportive: è il Parco naturale del Monte San Bartolo, una delle quattro riserve delle Marche, abbraccia la zona costiera che dal comune di Gabicce scende fino al comune di Pesaro.

Cosa trovate in questo articolo:

  • Descrizione dei luoghi del Monte San Bartolo
  • Un po’ di storia dei castelli della zona
  • Periodo migliore per andare

Il Parco

E’ la dorsale più esterna dell’Appennino che si prolunga verso il mar Adriatico, un territorio costituito da una lunga falesia sul mare che emerge per oltre 200 m slm.
Il rilievo del San Bartolo è delimitato a sud dalla pianura del fiume Foglia a nord dal torrente Tavollo, ad ovest dalla strada statale adriatica ed a est dall’Adriatico.
Il crinale del San Bartolo che da Gabicce Monte scende a Soria di Pesaro, supera i 200 metri di altitudine: sul crinale sono presenti le cime più alte del promontorio: Casteldimezzo, Fiorenzuola di Focara e il monte Castellaro, luoghi dai nomi caratteristici, che vale la pena scoprire.

 

 

I Castelli

Quella del San Bartolo è terra di Castelli: sono 4 edificati tra il X e il XIII secolo per controllare il valico della Siligata, linea di confine tra la chiesa ravennate e quella pesarese. Sono Fiorenzuola di Focara, Casteldimezzo, Gradara e Granarola.
A Fiorenzuola di Focara rimangono tre dei cinque bastioni che segnavano la cinta muraria: si dice castello ma quel che è visibile è un paese fortificato. Si può visitare l’alto campanile della chiesa di Sant’Andrea (attestata già nel XII secolo) con il suo orologio. Fiorenzuola di Focara ha anche l’omonima spiaggia.

Tra Gabicce e Fiorenzuola di Focara, c’è Casteldimezzo, che proprio dalla sua posizione trae il nome. Si chiamava “Castrum medii”, utilizzato come dimora dei vescovi ravennati, e fu proprietà dei Malatesta, degli Sforza e dei Della Rovere, le famiglie che qui, tra Marche e Romagna, hanno governato e lasciato tracce indelebili nel territorio. Oggi del castello che si trova a 200 metri d’altitudine e dal quale si può godere di un panorama mozzafiato, come del resto da tutta la Strada Panoramica Adriatica del Monte San Bartolo, restano solo tracce della cinta muraria.

Da vedere la chiesa intitolata di S. Apollinare e S.Cristoforo oggi Santuario del Santissimo Crocifisso, a cui si attribuiscono diversi miracoli come quello avvenuto durante l’assedio dei Medici nel 1517.

Luogo particolarmente magico e suggestivo è quello di Vallugola: porto ormai scomparso di origine greca che lascia reperti archeologici che attestano la presenza e la frequentazione di questo porto da parte dei greci che risalivano l’Adriatico per raggiungere le città di Adria e Spina. Sulla collina che sovrasta la baia c’è un’epigrafe che parla dell’esistenza di un tempio dedicato a Giove Sereno, protettore dei naviganti. La leggenda che parla di un’intera città sommersa sotto Vallugola, Valbruna, città romana, nota anche come l’Atlantide dell’Adriatico.

la rocca di Gradara

Poi c’è Gradara, così famosa per la storia d’amore narrata da Dante Alighieri nella Divina Commedia di Paolo e Francesca, che si amarono e morirono a causa del loro amore contrastato. Francesca, moglie infelice di Giovanni Malatesta, era innamorata di Paolo, fratello minore di Giovanni, già sposato con Orabile Beatrice di Ghiaggiuolo. Giovanni li colse in flagrante e li uccise.
Il Castello di Gradara è fortezza nel XII secolo, in epoca medievale quando i signori delle terre circostanti erano i Malatesta. Fu sede anche delle famiglie degli Sforza, Borgia e Della Rovere. Il Castello di Gradara, ottimamente conservato, è visitabile nel camminamento di ronda, nella rocca e nelle stanze che ospitano un museo. Dentro alla rocca si possono vedere: il Salone di Sigismondo e Isotta, la Sala della Passione, il Camerino di Lucrezia Borgia, la Camera del Cardinale, la Sala dei Putti, la Sala del Consiglio, la Camera di Francesca, la Cappella gentilizia, la Sala del Corpo di Guardia. E’ sede eventi musicali, di teatro e rievocazioni storiche.

Ecco poi Granarola, luogo difensivo del pesarese, come detto; abbadonato nel 1900, è stato acquistato e ritrutturato da privati nel 2008: oggi è una struttura ricettiva esclusiva e di lusso che ha mantenuto l’identità architettonica del castello. Qui vengono organizzati matrimoni e attività particolari come il cantaastorie, ed i proprietari amano definirlo “Long Stay House”.

Nelle vicinanze del Parco

In questa zona c’è la Villa Imperiale di Pesaro: un vero spettacolo con loggiati, atri, giardino all’italiana, nella cornice rinascimentale di una villa residenziale. Altra villa è la Villa Caprile di Pesaro , oggi sede dell’I.I.S. “A. Cecchi”, Istituto Tecnico ed Istituto Professionale Agrario. Ha origini secentesche, nata come approdo estivo del marchese Giovanni Mosca, è stata ampliata nel 1763 da Carlo Mosca Barzi e poi dal figlio Francesco.
Altro luogo da vedere nel Parco è il cimitero ebraico posto alle pendici del monte san Bartolo.

Località turistiche con incanto

Gabicce Mare e Gabicce Monte: due località turistiche che fanno da avamposto all’Emilia Romagna. Gabicce Mare è un centro balneare che sul promontorio del San Bartolo ha il suo omonimo che lo guarda dall’alto: Gabicce Monte. Qui resta la chiesa di Sant’Ermete, mentre un tempo c’era una fortezza legata alla famiglia che qui comandava: è attestato il toponimo di Castrum Ligabitiji che si trasformò poi in Ligabicci.

Se vi piacciono le Marche vi indichiamo altri itinerari da fare poco più a sud, a Senigallia, qui.

 

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thepinkfusion redazione

Pinkfusion22 è un sito culturale indipendente basato sulla narrazione del bello. Testimoniamo e narriamo con la professionalità dei giornalisti, vagliando le fonti, approfondendo le notizie. Dietro e a volte davanti alla telecamera c'è Sara, giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Letteratura. Talvolta contribuiscono i redattori Giulio e Marco e disegna la fumettista JFM.

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