Sara Bonfili

 

 


Se oggi parliamo di street photography come simbolo della contemporaneità, e la street culture come espressione più autentica del nostro tempo, non siamo troppo moderni.  C’è stato chi prima degli I-Phone coglieva attimi di quotidiano, rubava scatti imprevisti. E questo, vale la pena di ricordarlo per il Millennials o suppergiù, lo facevano i fotografi.

 

Sì, coloro che decidevano in fretta “con tutti i sensi allineati” (cit.  H. C. Bresson) quale era il soggetto perfetto, oppure che aspettavano quando potevano la luce giusta. Per Poi andarsene in camera oscura a scegliere le foto giuste, a scartare quelle peggiori, a riprendere le foto “sbagliate” ma “azzeccate”. Erano fotografi silenziosi, che amavano perdersi tra le folle, Leica o Rolleiflex al collo, erano giornalisti coraggiosi in prima linea o vicino agli eventi del secolo XX: marce di liberazione, meeting storici tra leaders nazionali, funerali celebri, discorsi di dittatori, incontri con i militari…
Ad uno di questi fotografi mitici è dedicata la mostra “Robert Doisneau: le Temps Retrouvé” nel palazzo del Duca di Senigallia (An) dal 29 marzo al 2 settembre del 2018. Dopo il successo delle esposizioni degli scorsi anni di Ara Guler e Leo Matiz è tornata la grande fotografia d’autore internazionale.

L’evento è realizzato dal Comune di Senigallia, in collaborazione con l’Atelier Robert Doisneau e con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi, ed è curata da ONO artecontemporanea.
Immagini del documentario in proiezione nella mostra

Immagini del documentario in proiezione nella mostra su Robert Doisneau, Robert Doisneau: le Temps Retrouvé

Robert Doisneau militare

 

Robert Doisneau nacque nel 1912 a Gentilly, Val-de-Marne, alla periferia di Parigi, in Francia. È diventato famoso soprattutto per le foto che scattava in strada a Parigi: nelle vie delle periferie e del centro, Doisneau riusciva a cogliere momenti inaspettati, contraddittori e curiosi della società parigina e francese. Il suo scatto più famoso è il noto !Bacio all’Hotel De Ville”, il bacio appassionato di due ragazzi in mezzo alla folla apparentemente ignara di Parigi. Doisneau disse: “Io non fotografo la vita reale, ma la vita che mi piacerebbe che fosse”, e infatti la foto di uno dei baci più famosi dell’arte e della fotografia del 1950,  pubblicata dalla rivista “Life”, era un “fake”, come diremmo oggi: lo stesso Doisneau confermò che i protagonisti avevano posato per lui, dovendosi difendere dalle accuse di una coppia che lamentava di esser stata fotografata di nascosto.

 

Le temp retrouvé  punta sulla contemporaneità delle foto di Doisneau,  mai passate di moda, anzi diventate un modello per comunicare la pubblicità, la moda, la street photography, l’arte.

il nostro amico Fabio e la piccola Isabella ammirano le foto di Doisneau nella mostra “Robert Doisneau: le Temps Retrouvé”

 

Le baisier de l'Hotel de Ville (dettaglio) in mostra a Senigallia

Le baisier de l’Hotel de Ville (dettaglio) in mostra in “Robert Doisneau: le Temps Retrouvé”

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Robert Doisneau: le Temps RetrouvéLe baisier de l'Hotel de Ville (dettaglio) in mostra a Senigallia

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