Francesca Merloni, Good Will Ambassador Unesco, ha fortemente voluto il dipinto di Leonardo in questa occasione della conference UNESCO

 

Eccola a  Fabriano, accessibile al grande pubblico la Madonna Benois (1478-1480) opera di un Leonardo da Vinci ventiseienne prestata dal Museo Ermitage di San Pietroburgo alla Pinacoteca Civica Bruno Molajoli.  Sarà esposta da domani 1 giugno fino al 30 giugno 2019, come principale evento artistico, di certo di gran richiamo, del Meeting annuale Unesco delle città creative che si terrà proprio nella città della carta tra il 10 e il 16 giugno. Il dipinto giovanile di Leonardo sarà poi trasferito a Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria.

Il dipinto, 49.5 x 33 cm di proprietà dell’Ermitage dal 1914 è stato presentato alla stampa locale con il cirtico e storico dell’arte Carlo Bertelli curatore dell’esposizione e del catalogo (insieme a Tatiana Kustodieva che non è potuta essere presente).

Poi in rappresentanza del Museo russo è interventuta Irina Artemieva direttrice di Ermitage Italia e conservatrice della pittura veneta dell’Ermitage; ad annunciare l’evento di apertura della conference Francesca Merloni, good will ambassador Unesco e motore reale e ideale della convention fabrianese.

Irina Artemieva direttrice di Ermitage Italia
Irina Artemieva, direttrice di Ermitage Italia

Il pubblico potrà ammirare l’opera di Leonardo in Pinacoteca Molajoli dal 1 al 30 giugno, come detto, dalle 10.00 alle 20.00, con apertura straordinaria fino alle 23.00 nei giorni della convention fino al 16 giugno. Il biglietto costerà 8 euro, ridotto per gruppi a  6 euro, a 5 per gli under 18 e gratuito per il più piccoli di 12 anni.

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la Madonna Benois

L’Ermitage di San Pietroburgo presterà un’altra opera attribuita a Leonardo o ancor meglio alla sua scuola: sarà al Museo Poldi Pezzoli di Milano la Madonna Litta  (1490 circa) chiamata così perché nel 1865 Antonio Litta Visconti Arese, raffinato collezionista, la vendette allo zar Alessandro II.  Visitabile da novembre 2019 celebrerà l’eredità lombarda di Da Vinci e il legame del genio con la città viscontea.

Un incontro tra giornalisti e appassionati, per scoprire i segreti del giornalismo sportivo dedicato al ciclismo e le indicazioni deontologiche per la miglior informazione sportiva possibile.
Si sono unite le professionalità del presidente della federazione, del giornalista tv, del ct della nazionale italiana ed ex ciclista professionista, del general manager e ciclista con esperienze internazionali, dell’esperto del regista Rai, nel corso organizzato dall’ordine dei giornalisti Emilia-Romagna a Bellaria il 20 maggio scorso. L’incontro dal titolo “Il Giro d’Italia: il ciclismo e chi lo racconta – Per un’informazione sportiva di qualità e corretta” era previsto nella serie di corsi per la formazione continua dei giornalisti, ma è stato qualcosa di più di un corso di aggiornamento. Un evento importante a metà strada tra la condivisione di valori, tra la confessione amichevole di esperienze formative e una rilassata conferenza stampa. Per una volta i giornalisti in sala han messo da parte l’animo provocatorio e la ricerca della notizia, per farsi tutte orecchie di fronte a chi il Giro d’Italia lo vive sulla pelle e lo racconta quotidianamente.
L’evento è stato presentato dal vicepresidente ODG Emilia-Romagna Emilio Bonavita; a moderare l’incontro il giornalista e consigliere dell’Unione Stampa Sportiva Italiana, Alberto Bortolotti. Con Renato Di Rocco, presidente Federciclismo, Davide Cassani, giornalista, commentatore sportivo, C.T. Nazionale italiana di ciclismo su strada e presidente APT Emilia-Romagna, il giornalista Paolo Reggianini, il General Manager dell’Uci Team Trek-Segafredo Luca Guercilena.

Una fortunata occasione per conoscere alcuni dei suoi tanti protagonisti, che ha preso vita da un momento di pausa dal Giro edizione 102, che oggi è ripreso con la carovana di ciclisti e addetti ai lavori che da Riccione è saltata a Ravenna, dove è ripartita per giungere a Modena.

Tante le cose che si potrebbero dire del Giro d’Italia, come tutti stanno facendo in questi giorni. La corsa rosa, la corsa popolare, che ha segnato la storia italiana e il suo modificarsi di mode, usi, fascinazioni.
L’interessante focus sulla comunicazione dei valori di un team ciclistico, che per il 98% vive di sponsorizzazioni: il ciclismo popolare è l’unico sport senza un pubblico pagante, che non riceve diritti televisivi. Se l’azienda che sponsorizza l’anno successivo decide per motivi non inerenti ai successi sportivi, di fermare le sponsorizzazioni, la squadra o muore, o si attrezza per rimpiazzarla. Ecco che non solo la comunicazione dei valori del/dei marchio diventa basilare, ma anche la coerenza di tutti i messaggi, aziendali, sportivi, individuali, del dietro le quinte di eventi ufficiali e vita ciclistica privata, della capacità ironica di rispondere agli haters dei social networks. E non ultimo, la capacità di autopromuoversi per i futuri sponsor. Ciò è stato relazionato con grande professionalità ed empatia dal G.M. della Trek -Segafredo, Luca Guercilena.

Davide Cassani

Ancora, il ciclismo è tanto: non è solo sport agonistico, semiprofessionistico e amatoriale ma una modalità di vita e di trasporto. Donne e uomini che gareggiano oggi sono praticamente agli stessi apici professionali, la bici è amata dai bambini ai pensionati, la usano gli impiegati per andare in ufficio in città, le signore per far la spesa. Ciclismo vuol dire paraciclismo, che raggiunge in Italia ottimi risultati, ma anche BMX, mountain bike e e-bike, ricorda il presidente Federciclismo Di Rocco.

E se il Mondiale a Bologna con itinerario verso il santuario di San Luca è il sogno più sentito di Davide Cassani, che correrebbe una crono nell’aspra salita di San Luca (il collega del Carlino non ha resistito a chiederglielo!) non è solo al professionismo che Cassani,  C.T. della Nazionale Italiana Ciclismo, versatile giornalista, si rivolge.

Da presidente APT promuove il cicloturismo, così spiccato in Emilia-Romagna anche attraverso il consorzio sostenuto da regione e Apt “Terrabici“, di cui fanno parte una rete di una quarantina di bike hotels romagnoli, tour operator e società di incoming. Terrabici invita alla conoscenza della regione attraverso itinerari, granfondo, servizi di assistenza e bike hotels.
Quali sono le prerogative dell’Emilia-Romagna? Naturalmente l’attitudine alla ricettività di qualità, l’attrattività del territorio, le idee all’avanguardia. Su cosa si punta? Su una destagionalizzazione visto che l’80% dei cicloturisti in Italia sono stranieri, e sul turismo eco-sostenibile, e – aggiungerei – sull’allineamento agli standard internazionali.

 

 

da sx Luca Guercilena, Renato Di Rocco, Davide Cassani, Alberto Bortolotti

La Romagna, regione di biciclette e ciclisti, è avanti. In Italia si assiste a una lenta sensibilizzazione, forse più per motivi di opportunità che di ideali, ma siamo indietro. Questo emerge dall’incontro. Indietro per le infrastrutture cicloturistiche, indietro quanto a educazione stradale, indietro quanto a sicurezza sulle strade, che ogni giorno i nostri amici ciclisti solcano, rischiando la pelle.

Strano non aver sentito citata la Fondazione Michele Scarponi che tanto si batte per un’educazione stradale e una viabilità più giusta (guarda la nostra intervista a Marco Scarponi qui). Certamente non è la sola.  Ma la sensibilità sul rischio dei ciclisti è altissima, tutti gli interlocutori d’accordo.

Il Giro, poi, è una vetrina internazionale per tutti, ogni ente dovrebbe poter vedere un ritorno economico dal cicloturismo che vive anche del successo dei grandi eventi sportivi ciclistici.

A proposito di granfondo: lo scorso weekend si è tenuta la 49esima edizione della “NoveColli” con 12mila iscritti a Cesenatico (con circa 1500 stranieri, da 30 nazioni). Pioggia battente e fatica, ma l’adrenalina si è sentita anche grazie all’evento solidale Novecolli4children: 4 ex professionisti tra cui Cassani hanno percorso l’itinerario medio in meno di 4 ore (3h e 58). Alla Novecolli4children hanno partecipato Filippo Pozzato, Luca Paolini, Joaquim Rodriguez, Davide Cassani, Rocco Cattaneo, Marta Bastianelli, Yuri Chechi, Cristian Zorzi, Massimiliano Lelli ed Edita Pucinskaite, il tempo è stato preso sul quarto arrivato, il che ha consentito di devolvere un fondo di 20mila euro all’Istituto Oncologico Romagnolo.

E infine, tra le tante letture romagnole al sapor di bicicletta, una consigliata “L’Emilia-Romagna e il Giro, che storia!”,  a cura di Alberto Bortolotti e Gianni Marchesini, (realizzato dalla Marchesini Edizioni con la Regione Emilia-Romagna).

 

* Guarda anche: Sulla strada della Granfondo Michele Scarponi

*La partenza del Giro 102

*Letture consigliate: “L’Emilia-Romagna e il Giro, che storia! “L’Emilia-Romagna e il Giro, che storia!”,  a cura di Alberto Bortolotti e Gianni Marchesini; “Tutti primi sul traguardo del mio cuore”, di Fabio Genovesi

*Soundtrack consigliata per andare più veloce (col pensiero): Last Train Home di Pat Metheny (qui)

Sara Bonfili intervista Marco Palmolella, del Museo Gaspare Spontini di Maiolati (An)

Gaspare Spontini fu un noto musicita e compositore di Grand-Opera.
Il suo stile è definito “eroico” , poiché unisce una struttura solida neoclassica con un’ispirazione preromantica, che deriva dalla complessa traduzione musicale della profondità psicologia dei testi. Il suo nome si lega perciò a un passaggio storico fondamentale nel mondo della musica, quello dal Neoclassicismo al Romanticismo.

Sara Bonfili intervista Marco Palmolella, del Museo Gaspare Spontini di Maiolati (An)
Sara Bonfili intervista Marco Palmolella, del Museo Gaspare Spontini di Maiolati (An)

Spontini è anche il secondo nome della cittadina di Maiolati. Nel 1939 infatti è stato aggiunto questo eponimo al toponimo “MAIOLATI”. per omaggiare il compositore nato qui nel 1774, che si guadagnò i favori di Napoleone, che diresse il teatro musicale del re di Prussia, e che fu un grande benefattore per il suo luogo natio. Grazie alle sue donazioni sono stati un asilo, la casa delle fanciulle, un monte di pietà, la casa di riposo, e il parco colle celeste ad opera della vedova, Celeste Erard.
Noi siamo andati a vedere alcuni luoghi cruciali di Spontini, tra cui il “Museo, biblioteca e archivio” a lui intitolato, con cimeli, documenti, arredi originali e dipinti. Lo visitiamo con la nostra guida d’eccezione, MARCO PALMOLELLA.

 

 


Bio*

Spontini è il più importante esponente del teatro musicale italiano del periodo compreso tra Domenico Cimarosa e Giovanni Paisiello da un lato e Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, e Gaetano Donizetti.

Le prime opere italiane si rifacevano allo stile operistico napoletano dei musicisti che furono i suoi mentori, ma fu in Francia che Spontini fece il salto di qualità. A Parigi Spontini entrò in contatto con un ambiente musicale più moderno e consapevole, e soprattutto conobbe la riforma gluckiana, da cui fu profondamente influenzato: proprio in questo periodo infatti scrisse le sue opere più importanti (La Vestale, Fernand Cortez e Olympie), che mostrano una possente ispirazione drammatica, di spirito preromantico, unita a grande chiarezza e solidità di struttura tipicamente neoclassiche. Spontini fu il maggiore rappresentante musicale di quel momento di esaltazione eroica che collegava i ricordi dell’antica Roma alle imprese di Napoleone Bonaparte.

Il suo stile e le sue innovazioni musicali e drammatiche influenzarono molto gli autori successivi, come Rossini, Weber e Wagner e gli autori dei grand-opéra francesi Meyerbeer e Auber.

Un dettaglio della donna del gruppo bronzeo di Cartoceto, visibile nel Museo di Pergola

Il lungo ponte di Pasqua, 25 Aprile e 1 maggio ha premiato i musei marchigiani, tra cui Pergola (PU), con oltre 500 visitatori nel Museo dei Bronzi Dorati.

Il bellissimo museo dei Bronzi Dorati di Pergola, che ospita l’unico gruppo bronzeo dorato completo di età romana giunto sino ai giorni nostri, e per questo viene raggiunto ogni anno da turisti di tutto il mondo, si è da poco arricchito di una novità assolutamente moderna.

I lavori di rifunzionalizzazione voluti dall’Amministrazione comunale (realizzati con fondi del Comune e contributo del Fondo Ue Fsr erogato tramite la Regione su idea progettuale del Comune in collaborazione con Mibact e Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio delle Marche) hanno portato alla creazione di una sala immersiva.

Un dettaglio della donna del gruppo bronzeo di Cartoceto, visibile nel Museo di Pergola
Un dettaglio della donna del gruppo bronzeo di Cartoceto, visibile nel Museo di Pergola (Pu)

Di cosa si tratta? I Bronzi vengono presentati in modo innovativo e suggestivo grazie alle proiezioni di realtà aumentata che interessano il visitatore della Sala. I bronzi raccontano la loro epoca e ci fanno viaggiare in tempi e luoghi che sono tanto distanti da noi, rendendoli più vicini.

L’idea e il progetto sono di Paco Lanciano, professionista di fama internazionale, consulente e collaboratore di PIERO ANGELA con Quark e SuperQuark, curatore dell’allestimento delle Domus Romane di Palazzo Valentini, dei Fori di Augusto e di Cesare ai Fori Imperiali.

Il progetto è finanziato dal Comune di Pergola, la promozione internazionale è curata da Confcommercio Marche Nord.

Noi avevamo già raccontato con il nostro video i favolosi Bronzi Dorati di Pergola durante un viaggio tra Umbria, Toscana e Marche. Vi invitiamo alla sua visione!

 

 

-servizio e montaggio di Sara Bonfili per pinkfusion22.com

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L'intervista a Stefan Luz e Giuseppe Salerno

“Quando ero un eroe e salvavo mondi”, è la mostra a Fabriano di Stefano Luzi, in arte Stefan Luz.

Stratificazioni di colori, tecniche ed epoche nei temi che ricordano la vita dell’uomo, il suo passare, i grandi sentimenti e le grandi domande.

Presentata e curata da Giuseppe Salerno, nella pinacoteca Molajoli di Fabriano dal 1 al 12 maggio 2019.

L’intervista che presentiamo racconta un incontro “fatale” tra l’artista e il suo curatore. Quando l’arte si mescola con la comunione di intenti e di empatia.

 

Video di Sara Bonfili

Music : creative commons

Grazie a Giuseppe Salerno e Stefan Luz.

 

 

 

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Abbiamo visitato Villa Colloredo Mels a Recanati, che ospita i Musei Civici e una mostra dedicata alle foto-poesie di Giacomelli tratte da Leopardi. Inoltre, una selezione di opere strabilianti di Lorenzo Lotto, tra cui la celebre “Annunciazione”. A Recanati è tornato anche il secondo manoscritto de L’INFINITO, in mostra insieme ad altri manoscritti.   –…Continua a leggere “Recanati, Villa Colloredo Mels”