E’ stato definito il “primo festival dedicato al potere innnovatore dell’arte”. E’ art+b=Love (?) Festival, la kermesse anconetana nata dall’impresa culturale SINEGLOSSA che combina l’arte con una variabile ogni volta diversa, per vedere cosa ne viene fuori, perché “il futuro è nella contaminazione dei saperi”, sostengono gli organizzatori.

Eppure quest’idea che traduce lo spirito innovativo dell’evento è così antica: è dall’Umanesimo e dal Rinascimento che l’unione di scienze e arti diverse dava la definizione di uomo moderno. Una riscoperta delle proprie radici che gli organizzatori hanno saputo mettere a frutto.

Nel dettaglio, il concetto portante dell’evento è che l’arte non è mai qualcosa di avulso dalle dinamiche della società, anzi può essere un’occasione di sviluppo, non solo sociale e cultura, ma anche economico. A+b festival è giunto a una III edizione che si annuncia ricca di novità. Nell’edizione 2018 il festival ricco di laboratori, incontri, esposizioni e tavole rotonde, aveva parlato di scienza e tecnologia. Quest’anno il tema variabile che cambia la declinazione dell’arte è “l’imprevisto”.

Abbiamo annunciato una delle mostre del festival, legate al “progetto Crescit Eundo”, un progetto video installativo, ad opera dell’artista Sonia Andresano. Sonia Andresano è nata a Salerno nel 1983, vive e lavora a Roma. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e conseguito la laurea in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma. Nei suoi lavori tematiche come l’attesa, il viaggio, il nomadismo e il cambiamento raccontano aspetti personali in continuo divenire, che vanno a definire la complessita del concetto di IDENTITA’.

Abbiamo incontrato l’architetta e curatrice d’arte ALICE CERIGIONI che cura “Crescit Eundo”, il progetto che inaugura la possibilità di una trasformazione dello spazio commerciale a spazio pubblico attraversabile.

Alice, cos’è “Crescit Eundo”?

E’ un progetto che ci ha interessate e ha coinvolto gli abitanti e i commercianti del quartiere Archi di Ancona, con un tempo di sedimentazione, per la verità, di alcuni mesi dell’artista, che da febbraio ha inziato a venire ad Ancona per conoscere questo quartiere. Gli Archi è il quartiere sentito come “popolare”, abitato in passato da pescatori, ma in realtà anche elegante, caratterizzato da questa scansione di archi. I suoi abitanti erano legati al commercio ittico, avevano al piano terra di questi loggiati i loro locali commerciali, e sopra le abitazioni. Poi il cambiamento sociale della città ha portato a un cambio di destinazione dei locali che sono diventati negozi, bar, ristoranti e infine è diventato popolare e multietnico, percepito dagli anconetani come “di frontiera”. Oggi è tornato ad essere abitato da pescatori che sono stranieri, e quindi conferma la propria vocazione multietnica. Anche se è stato a volte considerato addirittura “malfamato” in realtà Gli Archi è il primo quartiere che si incontra proveniendo dalla stazione, è l’ingresso di Ancona, così vicino alla Mole Vanvitelliana, oggi centro espositivo, e al Teatro delle Muse. Quindi tutt’altro che periferico. Ha una grande storia che deriva ai primi del Novecento, che si tende a dimenticare.  Il nostro è un progetto nato in collaborazione con Sineglossa, da un budget che derivava a un bando per progetti culturali, e che si unisce alle altre azioni poste in essere negli ultimi anni per la riqualificazione della zona.

Crescit Eundo, (Ph. Alice Cerigioni)
Crescit Eundo, (Ph. Alice Cerigioni)

Chi cura “Crescit Eundo”?

Io sono un’architetta, e Sineglossa mi ha chiesto di collaborare per progetti d’arte contemporanea, con il mio gruppo “Butik Collective”, costituito da me, Eva Basso, friulana, economa dell’arte e Alice Belfiore, umbra, laureata all’Accademia d’arte che si occupa di foundraising. Come gruppo ci occupiamo dal 2016 di arte contemporanea applicata allo spazio architettonico, di tridimensionalità della fotografia, performance, sociologia dell’architettura, con una pubblicazione all’attivo che si chiama “C.Arte”. Ho conosciuto Sonia Andresano, qualche tempo fa dopo aver recensito una sua mostra, ed ero interessata ai suoi temi di ricerca, che riguardano gli aspetti sociologici e intimi del “movimento” umano.

Quali sono gli obiettivi del vostro progetto?

Molti locali son sfitti ciclicamente, le attività aprono e chiudono; abbiamo preso a definire insieme a Sonia il carattere del quartiere e abbiamo evidenziato due volti: il legame degli Archi con il MARE, per la sua origine di posto di pescatori e per Ancona che pur essendo un importante porto non ha una spiaggia turistica, a parte il Passetto che comunque nasce come monumento sul mare. In secondo luogo, l’aspetto commerciale, che fa si che il via vai degli Archi sia comunque storicamente importante, in queste botteghe che spesso hanno un doppio affaccio, uno verso il mare e uno verso la strada retrostante. E qui c’è venuta l’idea.

Quale idea?

Quella di pensare queste strutture come varchi metaforici e fisici, punti di passaggio, e scambio, per trasformare i locali e i negozi sfitti, attualmente inattraversabili, in ipotetiche traiettorie percorribili. Cosa che avviene di fatto quotidianamente, perchè frequentando la zona a lungo abbiamo notato che gli avventori dei locali spesso li attraversano da una parte all’altra, come fossero delle gallerie cittadine. Il progetto video installativo è l’augurio per una mutazione dell’esercizio commerciale privato e chiuso in uno spazio pubblico attraversabile, che non è così distante da ciò che avviene nella consuetudine. Sonia è venuta ad Ancona con cadenza mensile per osservare, documentare con foto e video, dialogare con la comunità. Addirittura ci sono stati degli incontri e laboratori, uno nell’ufficio di Sineglossa, che ha sede proprio agli Archi, ‘altro in un bar dove abbiamo raccolto idee e testimoniante con i presenti. Abbiamo distribuito cartoline con le foto degli Archi e chiesto di lasciare un pensiero relativo al quartiere. E’ stato per noi un modo per avere un feedback, per correggere il tiro e per far conoscere il progetto. Siamo stati aperti a ogni contaminazione e abbiamo raccolto i pareri dei proprietari dei locali commerciali.

Quale è stata la risposta? e c’è stata una differenza di reazione tra esercenti anconetani, italiani e stranieri?

La risposta è stata positiva, di interessamento. Abbiamo contattato tanti proprietari dei locali sfitti, pochissimi si sono dismostrati scettici. Alcuni non ci hanno dato l’ok perché stavano riaffittando i locali commerciali, che poco prima erano inattivi. Ne è emersa una fotografia di un quartiere in continuo movimento, vivo, aperto. E una cosa bella è stata raccontare la storia degli Archi a chi lo abita, ma magari proveniente dall’estero, non lo conosce: queste persone ci hanno ascoltato volentieri.

Che cosa avverrà durante il festival in questo quartiere?

Nei locali commerciali dello storico negozio di scarpe “Mancini”, ora inattivo, viene presentato il video di Sonia che è l’esito della residenza di “Crescit Eundo”. Video e immagini saranno proiettate all’interno del negozio sfitto, il cui proprietario è stato ben lieto di collaborare. Un altro proprietario ci ha aperto il locale, per poter filmare e dimostrare la possibilità della rifunzionalizzazione dello spazio.

Come si integra Crescit Eundo con gli altri eventi del Festival A+B?

Lo abbiamo pensato come una cerniera che tra Mole, che di solito ospita il festival, e questo quartiere-porta di Ancona, un modo per creare un evento diffuso, un culmine di una residenza artistica che fa riflettere sull’uso dello spazio architettonico. Vi saranno organizzati giornalmente incontri e conversazioni con chi vorrà, sia addetti ai lavori che curiosi, e appassionati d’arte.

Appuntamento per l’Ab festival dal 16 al 19 maggio ad Ancona.

Potete scaricare il programma qui .

Ancona, “crescit eundo”, foto Alice Cerigioni
Ancona, “crescit eundo”, foto Alice Cerigioni

*Crescit eundo
a cura di ​Butik Collective

Inaugurazione giovedì 16 maggio 2019, ore 17:00

dal 16 maggio 2019 al 19 maggio 2019

in collaborazione con il festival art+b=love (?) e Sineglossa creative ground

via Marconi, 45 Ancona Rione Archi

Ancona, “crescit eundo”, foto Alice Cerigioni

 

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